Robert Downey jr: «Mio padre, la cocaina e il carcere»: l'attore (più pagato del mondo) si racconta su Netflix

Robert Downey jr: «Mio padre, la cocaina e il carcere»: l'attore (più pagato del mondo) si racconta su Netflix
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Sabato 3 Dicembre 2022, 09:34

A 29 anni il primo arresto: possesso di eroina, cocaina e detenzione di una pistola. Un mese dopo, in libertà vigilata, irrompe ubriaco nella casa del vicino. Tre anni più tardi, sempre per possesso di stupefacenti, ecco il carcere, durante il quale lavora alla mensa dei detenuti guadagnando otto centesimi all'ora. È il 1999: un decennio più tardi Robert Downey Jr diventerà l'attore più pagato al mondo, 75 milioni di dollari in un solo anno tra il 2012 e il 2013 grazie alla saga di Iron Man e alla decisione di dare un taglio al turbolento passato. «Ho vissuto in un mondo creativamente stimolante, in cui tutti si alteravano con le droghe - racconta Downey Jr in un documentario, Sr, da ieri su Netflix  - Io stavo al gioco. Volevo divertirmi, o solo sballarmi. Certamente non mi rendevo conto di aver perso la bussola». Il mondo stimolante cui si riferisce è quello del padre, Robert Downey Sr, regista underground e campione della controcultura newyorkese anni Sessanta, cui il figlio ha dedicato il commovente film, rigorosamente in bianco e nero, terminato poco dopo la sua morte. Una lunga intervista all'uomo, al padre e al regista cult, con intermezzi dei suoi folli film e il racconto in prima persona dei familiari (anche la terza moglie di Downey Sr, Rosemary Rogers, e il secondo figlio di Downey jr, Exton, 10 anni) in cui l'attore rivolge al papà, senza filtri, le domande più scomode.

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LE DOMANDE
Compresa quella più importante: «Non pensi che le tue azioni gli chiede - abbiano avuto delle conseguenze su di me?». La risposta non arriva nemmeno nel film: «Se ci penso sono stati 15 anni di fottuta follia. Preferirei che non me lo chiedessi». Lo stacco successivo riporta la scena negli anni Novanta, padre e figlio intervistati da una tv locale: Downey Jr non ha una bella cera. «Molti di noi credevano che fosse ipocrita non condividere la droga coi nostri ragazzi. È stata un'idiozia. Sono felice che lui sia qui con me dice il padre, guardando il figlio Devo dire che non ci avrei scommesso».


LA MORALE
Genio creativo, autore della satira Putney Swope, del grottesco Pound (attori che interpretano cani in attesa di eutanasia), del western Greaser's Palace (nel cast anche Downey Jr: è un bambino «squartato da un dio») e di alcune puntate della serie Ai confini della realtà, Downey Sr era dipendente dalla cocaina e del tutto refrattario alle logiche della morale borghese. Anche per quanto riguarda l'educazione dei figli. «Una volta andai al cinema dimenticandomi che con me c'era Robert - racconta - davano La grande abbuffata (il film di Marco Ferreri, ndr), dovetti chiamare il distributore del film per convincere il cassiere a farlo entrare. Si ostinava a dire che non fosse adatto ai bambini». Downey Jr aveva 9 anni: «Non fu esattamente come vedere Fantasia». Morto a 85 anni, dopo una lunga battaglia contro il Parkinson, Downey Sr è ancora oggi una figura di culto per molti autori contemporanei, tra cui Jim Jarmusch e Paul Thomas Anderson, che lo volle in un ruolo in Boogie Nights. «Non è un mistero che Paul fosse il figlio che mio padre avrebbe voluto avere», commenta Jr nel film. Rassegnato, anche oggi che è una star, a un'eredità che pesa come un macigno.
I. R.

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