Morto Renato Scarpa, fu Robertino in Ricomincio da tre: l'attore milanese aveva 82 anni

Renato Scarpa ne "Il Postino"
di Alessia Marani
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Giovedì 30 Dicembre 2021, 17:00 - Ultimo aggiornamento: 31 Dicembre, 08:04

Renato Scarpa è morto a 82 anni nella sua casa a Roma, nella zona di Bravetta, non lontano dai Colli Portuensi a Monteverde. Nato a Milano nel 1939, era un attore caratterista, e aveva esordito sul grande schermo alla fine degli anni '60; molto apprezzato da De Crescenzo, Nichetti e Troisi, con quest'ultimo aveva collaborato per il film "Ricomincio da tre", in cui interpretava il complessato Robertino. I romani, in particolare, lo ricordano accanto a Carlo Verdone in "Un sacco bello": in un assolatissimo giorno di Ferragosto Enzo, interpretato dallo stesso Verdone dà appuntamento a Sergio (Renato Scarpa) per partire per la Polonia.

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L'appuntamento è davanti al "palo della morte" a Vigne Nuove, luogo ricordato da una targa del III Municipio e dove i fan della pellicola si ritrovano il 15 agosto. Lunga la filmografia dell'attore, che ha interpretato ruoli in un centinaio di film, oltre a essere apparso in diverse serie tv. Scarpa si è sentito male nel primo pomeriggio; i familiari hanno chiamato subito un'ambulanza del 118. Sul posto sono arrivati anche i carabinieri. La morte è attribuita a cause naturali.

 

Il ricordo di Verdone

«Cari amici, chi ha amato 'Un Sacco Bellò non potrà non esser triste per la scomparsa di Renato Scarpa per un improvviso malore». Carlo Verdone ricorda su Instagram l'attore, scomparso oggi a Roma all'età di 82 anni, che aveva recitato con lui nel film del 1980, nella parte del compagno di avventura in un viaggio mai portato a termine alla volta di Cracovia. «Aveva anche lavorato con Massimo Troisi in "Ricomincio da tre", e con tanti altri registi - aggiunge Verdone - Affettuoso, dotato di gran talento, aveva il dono della misura, cosa che non tutti gli attori hanno». Nel post sul social c'è un fotogramma che ritrae Scarpa con Verdone. Lo descrive lo stesso protagonista: «In questa scena tentavo di convincerlo a partire per Cracovia con le calze di seta e le penne a biro. Fantastico compagno di lavoro - dice ancora - lo ringrazio ancora per esser venuto il giorno dell'inaugurazione di una targa al 'Palo della mortè in Via Giovanni Conti (zona Val Melaina) a Roma, targa che celebrava quel film. Fummo molto orgogliosi perché non ci aspettavamo il grande bagno di folla che ci fu. Ringrazio ancora questo caro amico che mi ha aiutato nella mia opera prima con garbo, affetto e talento. Persone così umili e gentili nel loro grande talento non ci sono più. Resterà sempre nei miei più bei ricordi. E credo anche, se avete amato quella pellicola, nella vostra memoria».

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