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Raffaella Carrà, il 5 luglio di un anno fa moriva la grande artista: la Rai cambia i palinsesti per celebrarla

Si prepara anche una docu-serie su di lei

Raffaella Carrà, il 5 luglio di un anno fa moriva la grande artista: la Rai cambia i palinsesti per celebrarla
di Ilaria Ravarino
5 Minuti di Lettura
Martedì 5 Luglio 2022, 09:04 - Ultimo aggiornamento: 16:06

Com'è bello ricordarla, da Trieste in su: a un anno dalla sua scomparsa a Roma, il 5 luglio 2021 per un tumore al polmone, gli omaggi a Raffaella Carrà si moltiplicano, in un'ideale gara tra Italia e Spagna al tributo più affettuoso alla donna che rivoluzionò la televisione e i costumi di milioni di italiani (e spagnoli) dalla fine degli anni Settanta. Per comprendere la portata del personaggio, e la persistenza nell'immaginario collettivo, basti un esempio: se il grande regista Federico Fellini, morto 30 anni fa, battezzava a fine giugno un tratto del Lungotevere a Roma, Raffaella Carrà, ad appena 12 mesi dalla scomparsa, già si intesta un intero lungomare (quello di Bellaria, vicina alla sua città natale, Bologna), gli studi Rai romani di Via Teulada 66 (dove debuttò nel 1961 con Tempo di danza) e persino una piazza a Madrid, Plaza Raffaella Carrà appunto, con tanto di targa in memoria e ritratto d'artista in piastrelle di ceramica.

Raffaella Carrà, Italia e Spagna si contendono l'anniversario

Gli spagnoli la inaugureranno domani, durante il Madrid Pride, a sottolineare il legame di Carrà con la comunità LGBTQ: «L'idea della piazza è importante, perché ricorda il nome di Raffaella alle nuove generazioni che non la conoscono racconta Nacho Álvarez, il regista di Ballo Ballo (su Amazon Prime Video), film dedicato a Carrà con un cameo, l'ultima apparizione cinematografica in assoluto, della stessa Raffaella e poi è vicina a casa mia: mi ricorderà per sempre la prima volta che l'ho incontrata, nel 2017. Mi sono fatto dare il suo autografo e quattro mesi dopo che è morta me lo sono tatuato sul braccio».
SPECIALI
In Spagna sono molti gli omaggi di radio e tv dedicati a Carrà: speciali su Radio Nacional, approfondimenti sulla piattaforma online di RTVE, un'antologia di successi su La 2. Segno tangibile dell'impatto esercitato dalla conduttrice di Carramba non solo in Italia dove a fine anni Sessanta lanciò un nuovo modello di showgirl accanto a Nino Taranto, per scioccare poi il paese mostrando l'ombelico nella Canzonissima di Corrado ma più in generale in Europa: «Carrà fu la pop star che insegnò all'Europa le gioie del sesso», scriveva il prestigioso quotidiano britannico The Guardian qualche mese prima della sua morte. «Raffaella era una donna estremamente disinibita artisticamente, ma allo stesso tempo capace di moderazione alla conduzione riflette lo scrittore Diego De Silva, che di Carrà parla spesso e volentieri nei romanzi dell'avvocato Malinconico, quest'autunno in tv su Rai 1 Era sfrontata e molto avanguardistica dal punto di vista iconografico, ma davanti alla telecamera aveva equilibrio e garbo. Sapeva scivolare tra i registri come nessuno. Non credo che dopo un anno si siano affacciati eredi. Semplicemente non può averne: appartiene a un tempo in cui la tv era nel massimo della sua potenza, perché unico grande mass media fondato sulla messa in scena. E la sua grandezza fu quella di rendersi icona senza accorgersene. Si diceva: è una soubrette, una che canta e balla. Ma lei faceva di più, con la sua parziale ambiguità e le sue canzoni spinte».
Fluida prima che la fluidità diventasse di moda, «Raffaella è sempre stata celebrata nei pride spiega Fabio Canino, che all'artista ha dedicato un libro, Raffa Book, e uno spettacolo a teatro, Fiesta ma quest'anno lo è ancora di più. Lei se ne è andata, ma le sue canzoni rimangono». Da oggi anche la tv italiana celebrerà il mito Carrà: un omaggio contenuto quello di Mediaset (dove l'artista traslocò nel 1987, con un contratto miliardario di due anni), che la ricorda stasera in seconda serata su Rete 4 con uno speciale di Ieri e Oggi in TV, atto dovuto quello di Sky, che le dedica alle 21 un approfondimento su Sky TG24, atto di fede quello di Disney, che in un futuro prossimo trasmetterà la docu-serie prodotta da Fremantle sulla vita dell'artista.

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SANTA SUBITO
La Rai, dopo il rapido omaggio a Carrà durante lo scorso Eurovision Song Contest e il ricco speciale del TG1 la scorsa domenica, proporrà oggi un tributo su Rai 1 con Techetecheté, e su Rai 3 la rimessa in onda alle 15 di A Raccontare comincia tu!, l'ultimo programma di interviste condotto da Carrà. Se RaiPlay e Rai Play Sound mettono in evidenza Carrà nei loro archivi, è Rai Storia il canale in prima fila nel ricordo con quattro giorni di celebrazioni (mercoledì alle 13.00 Raffaella in bianco e nero: le Canzonissime, alle 19.30 A raccontare finisce Lei, giovedì alle 13.00 Raffaella Carrà ma che sera, venerdì alla stessa ora Mille milioni per Raffaella Carrà, chiusura sabato alle 13.00 con un'antologia di Milleluci). Raffaella santa subito? Eppure qualche voce dissonante, nel coro degli entusiasti, c'è. «Parliamo ancora di Raffaella? si lamenta con corrosiva ironia Giancarlo Magalli, autore di Pronto, Raffaella - Basta. L'ho sopportata per vent'anni, non me ne frega più niente. Ho dato e le ho dato, l'ho aiutata nella carriera e lei è stata meno riconoscente di quanto avrebbe dovuto».
 

 

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