Pupetta Maresca, una vita tra camorra, faide e fiction

Pupetta Maresca, una vita tra camorra, faide e fiction
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Giovedì 30 Dicembre 2021, 13:25

E' morta a 86 anni dopo una vita trascorsa tra malavita e fiction, tra omicidi e concorsi di bellezza. Assunta Maresca, conosciuta come Pupetta, è stata la prima donna a essere considerata un boss di camorra.

Era la vedova del boss Pasquale Simonetti, nel 1955, quando appena ventenne e al sesto mese di gravidanza, per vendicare l'omicidio del marito uccise a colpi di pistola il presunto mandante, Antonio Esposito. Arrestata e condannata a 13 anni e quattro mesi, in carcere partorì il suo primogenito, Pasquale. Una volta uscita dal carcere, Pupetta Maresca sposò lo spietato Umberto Ammaturo detto O' Pazzo, con cui ebbe altri due figli. I rapporti tra il nuovo marito e il primogenito di Pupetta furono sempre tesi e quando Pasquale sparì nel 1974 in circostanze misteriose, tutti gli indizi portarono proprio ad Ammaturo, anche se non furono poi trovate prove e l'uomo fuggì in Perù, dove si rifece una vita con una nuova compagna.

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Accanto alla carriera criminale, Pupetta Maresca ebbe anche una breve esperienza da attrice, con il film Delitto a Posillipo (1967) che raccontava proprio la sua vita. Altri film e fiction sono stati poi tratti dalla sua storia, come La sfida di Francesco Rosi (1958), Il caso Pupetta Maresca di Marisa Malfatti e Riccardo Tortora (1982, ma poi trasmesso integralmente solo 12 anni dopo quando il Tribunale civile di Roma negò tagli e censure poiché il film non ledeva la reputazione della protagonista) e infine Pupetta - Il coraggio e la passione (2013), fiction in quattro puntate con Manuela Arcuri ad interpretare Pupetta Maresca.

Pupetta Maresca si rese protagonista poi di una sfida alla camorra organizzata di Raffaele Cutolo. Fu accusata dell'omicidio di Ciro Galli, fedele a Cutolo, e dichiarò: «Se per Nuova Famiglia si intende tutta quella gente che si difende dallo strapotere di quest’uomo, allora mi ritengo affiliata a questa organizzazione». Nel 1986 fu arrestata di nuovo per affiliazione alla Nuova Famiglia e i suoi beni vennero sequestrati, poi una volta libera tornò a vivere a Castellammare di Stabia.

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