Ales Bialiatski: chi è l'attivista bielorusso Premio Nobel per la Pace detenuto senza processo (e ora in carcere al buio)

Dal 1980, fino alla dissoluzione totale dell'Urss nel 1991, è stata una colonna portante delle proteste anti sovietiche in Bielorussia

Ales Bialiatski: chi è l'attivista bielorusso Premio Nobel per la Pace 2022
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Venerdì 7 Ottobre 2022, 12:03 - Ultimo aggiornamento: 16:57

Ales Bialiatsky, Premio Nobel 2022 per la Pace, è nato a Viartsilia (Russia), il 25 settembre 1962. È sposato con Natallia Pinchuk. La coppia si è conosciuta nel 1982. Bialiatsky all'epoca era studente presso la Francishak Skaryna Gomel State University, mentre Natallia studiava presso l'istituto pedagogico di Loeŭ. Nel 1987 il matrimonio, dall'unione nascerà l'unico figlio dei due coniugi, Adam. Ha sempre dichiarato di avere due grandi passioni: la ricerca di funghi e la coltivazione di fiori. 

Nobel per la Pace all'attivista bielorusso Bialiatski e alle organizzazioni per i diritti umani Memorial (russa) e Center for Civil Liberties (ucraina)

Ales Bialiatsky, chi è: dall'arresto nel 2011 al Premio Nobel 2022 per la Pace

Il neo vincitore del Nobel, fin da giovane è sempre stato un convinto attivista in favore dei diritti umani. Dal 1980, fino alla dissoluzione totale dell'Urss nel 1991, è stata una colonna portante delle proteste anti sovietiche in Bielorussia, è uno dei membri fondatori del gruppo di attivisti "Fronte popolare bielorusso". Nel 1996 fonda a Minsk il "Centro per i diritti umani Viasna". Un'organizzazione umanitaria con lo scopo di fornire assistenza finanziaria e legale per i prigionieri politici e le loro famiglie.

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L'arresto

Il 4 agosto 2011 Bialiatsky viene arrestato con l'accusa di evasione fiscale, che in Bielorussia è punita fino a 7 anni di carcere con conseguente confisca dei beni. Due mesi dopo, 24 ottobre 2011, viene condannato a 4 anni e mezzo di reclusione per "occultamento di reddito su larga scala." I gruppi di diritti umani di mezza Europa, tra cui Amnesty International hanno sempre ritenuto ingiusta la condanna contro l'attivista da parte dei tribunali bielorussi. Persino Le Nazioni Unite condannarono i tribunali bielorussi per la pena inflitta, chiedendo più volte il suo rilascio immediato.

 

Bialiatski verrà scarcerato con 20 mesi in anticipo, il 21 giugno 2014, dopo 1.052 giorni di detenzione in condizioni di salute precarie, dovute soprattutto ai periodi di isolamento. Per manifestare la propria vicinanza, l' 11 novembre 2014, il consiglio comunale di Siracusa ha conferito la cittadinanza onoraria ad Ales Bialiatski, su richiesta del gruppo locale di Amnesty International "Gruppo Italia 85". 

È stato nuovamente arrestato nel 2020 a seguito di massicce proteste di piazza per quelle che secondo gli attivisti dell'opposizione erano elezioni truccate che hanno mantenuto Lukashenko al potere. L’ultimo appello per lui è di pochi giorni fa quando altri attivisti hanno rivelato che è detenuto in un seminterrato buio di una prigione bielorussa dove ha trascorso il suo sessantesimo compleanno, domenica 25 settembre.

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Motivazioni del Premio

Il comitato del Premio Nobel ha motivato l'assegnazione della "medaglia" più celebre della storia così: «Per aver dedicato la sua vita alla promozione della demogcrazia e allo sviluppo pacifico della sua nazione natia» continua la nota «I vincitori del Premio per la pace rappresentano la società civile nei loro paesi d'origine. Da molti anni promuovono il diritto di criticare il potere e tutelare i diritti fondamentali dei cittadini. Hanno compiuto uno sforzo eccezionale per documentare i crimini di guerra, le violazioni dei diritti umani e l'abuso di potere. Insieme dimostrano l'importanza della società civile per la pace e la democrazia». 

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