Matias, il piccolo genio: «A 5 anni faceva le radici quadrate. Ma era infelice e isolato». Il racconto della mamma

Il racconto della madre Laura alla Fondazione

Matias, il piccolo genio che a sei mesi camminava e a 5 anni moltiplicava le radici quadrate. «Il suo QI è 150»
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Martedì 6 Dicembre 2022, 12:29 - Ultimo aggiornamento: 7 Dicembre, 12:43

Una storia fuori dal comune per un bambino fuori dal comune. La storia di Matias un piccolo genio, un bambino "plusdotato", già in grado di camminare a sei mesi e di moltiplicare radici quadrate a soli 5 anni.

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Il piccolo genio Matias: un quoziente intellettivo di 150

Oggi Matias ha 6 anni, e la sua incredibile storia è stata diffusa dalla "Fondazione Inclusione Salute e Cura Roma Litorale" grazie al racconto di mamma Laura. Nonostante le sue incredibili capacità e un quoziente intellettivo di 150, La Fondazione ha descritto il bambino come «prigioniero della genialità», un fenomeno «molto più diffuso di quando si pensi»

Il racconto che Laura fa di suo figlio Matias è quello di un bambino plusdotato a tutti gli effetti: «A 6 mesi camminava, a 9 saliva le scale, a 2 anni parlava e contava fino a 200, a 3 anni leggeva, a 5 anni calcolava le radici quadrate».  A dispetto delle sue qualità straordinarie però, la Fondazione Inclusione Salute e Cura Roma Litorale dichiara che Matias ha purtroppo sviluppato «la sindrome del disturbo dello spettro autistico ad alto funzionamento».

Questo cosa vuol dire, Matias è perfettamente in grado di socializzare e relazionarsi con il resto delle persone, ma nutre «difficoltà nell'uscire dalla routine quotidiana e a gestire situazioni in cui potrebbe essere stimolato in modo eccessivo, anche un luogo molto illuminato o affollato». Tale situazione fa si che il bambino molto spesso si senta estraneo al contesto sociale in cui si trova o addirittura a quello familiare. Da qui lo sviluppo di crisi di rabbia «che scarica con manifestazioni e comportamenti aggressive e autolesioniste».

La Fondazione Inclusione Salute e Cura Roma Litorale di Ostia, la prima della Capitale, ha inaugurato uno sportello dedicato proprio ai bambini plusdotati. Secondo le stime della Fondazione: «Per ogni istituto scolastico di Roma ci sono potenzialmente 10 bambini plusdotati. Matias rappresenta comunque un caso fuori dal comune e, per aiutarlo, è stata molto utile la terapia: il piccolo è stato seguito da una neuropsichiatra infantile». Mamma Laura ha raccontato che suo filgio Matias «adesso sta meglio, ma abbiamo passato momento difficili».

«Ha cominciato a parlare facendo calcoli matematici», prosegue Laura, «parlava solo di numeri e forme geometriche, a poco più di tre anni leggeva. Non lo abbiamo mai stimolato a eccellere o bruciare le tappe, certamente all’inizio eravamo contenti, ma abbiamo capito subito che c’era qualcosa che non andava. In vita sua ha visto solo un cartone animato, Unizoomi, che trattava di figure geometriche e matematica».

Dal racconto della madre si evince che: «il problema era la sua iperattività, ma era un modo di manifestare un disagio, una frustrazione per essere così diverso. Era lo specchio del suo disagio e aveva crisi di rabbia molto forti: si buttava per terra, era aggressivo verso se stesso o gli altri».

«Ora va molto meglio: fa ippoterapia, è seguito dalla Fondazione, fa scuola calcio, possiamo anche variare la sua attività quotidiana con una certa anticipazione» conclude felice Laura.

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