Fino a 8000 metri in una camera ipobarica: il "Grande Fratello" degli alpinisti Moro e Lunger

Venerdì 29 Novembre 2019 di Stefano Ardito
Simone Moro e Tamara Lunger davanti alla camera ipobarica
Qualcuno, dopo aver visto le foto, ha già parlato di un “Grande Fratello” ad alta quota. Da una decina di giorni, gli alpinisti Simone Moro e Tamara Lunger dormono uno accanto all’altro in una camera ipobarica, dove la pressione dell’ossigeno viene ridotta per simulare le condizioni ad alta quota. Di giorno si allenano all’esterno. Tra qualche giorno Moro e Lunger, rispettivamente 51 e 33 anni, resteranno nella camera ipobarica anche di giorno, allenandosi grazie a un tapis-roulant. Poi, a metà dicembre, partiranno per il Pakistan, dove tenteranno di salire d’inverno due “ottomila”, l’Hidden Peak o Gasherbrum I (8068 metri) e il Gasherbrum II (8035 metri).

La traversata è riuscita nel 1984 a Reinhold Messner e Hans Kammerlander, ma in condizioni estive. Simone Moro, nel 2011, ha compiuto la prima invernale del Gasherbrum II insieme all’americano Cory Richards e al kazako Denis Urubko.

La cordata Moro-Lunger ha già affrontato d’inverno il Nanga Parbat, il Kangchenjunga (la terza vetta della Terra) e il Pik Pobeda, in Siberia, con temperature fino a -50 gradi. La camera ipobarica dove i due si stanno preparando fa parte del terraXcube, un laboratorio scientifico di Bolzano in grado di simulare le condizioni climatiche più estreme della Terra, dall'Himalaya ai deserti.

La macchina porta gli alpinisti a quota 6400 metri, con puntate fino a 8000. Moro e Lunger sono seguiti da un team di fisiologi, e verranno monitorati anche al ritorno dalla spedizione.

«Conoscere meglio come l'organismo reagisce all'ipossia, la carenza d'ossigeno in quota, vuol dire migliorare la sicurezza delle spedizioni alpinistiche, ma anche di chi lavora ad alta quota», spiega Hermann Brugger, direttore dell'Istituto per la Medicina in Montagna di Eurac Research, di cui il terraXcube fa parte.

Alcuni alpinisti, però, vedono la cosa in modo diverso. Le settimane iniziali delle spedizioni, che servono a far acclimatare l’organismo, fanno parte dell’avventura himalayana. "E’ come salire con le bombole!" "Troppa tecnologia!" "Diamoci una regolata!" si legge nei commenti alla notizia pubblicati su Montagna.tv, il più importante sito specializzato italiano. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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