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Monica Vitti, l'addio alla "sua" Roma: Camera ardente in Campidoglio, oggi il funerale a piazza del Popolo

L'ultimo saluto all'attrice tra mimose e rose gialle. Il sindaco Gualtieri: un luogo della città per ricordarla

Monica Vitti, l'addio alla "sua" Roma: Camera ardente in Campidoglio, oggi il funerale a piazza del Popolo
di Gloria Satta
4 Minuti di Lettura
Sabato 5 Febbraio 2022, 07:17 - Ultimo aggiornamento: 15:33

Un trionfo di mimose e rose gialle, i fiori del suo colore preferito, un sottofondo d'archi e clavicembali, sullo schermo gigante le foto più belle di una carriera sfolgorante, irripetibile. E davanti al feretro un mazzo di margherite avvolte dalla scritta Ma 'ndo vai, citazione-cult della commedia Polvere di stelle. Così, al cospetto del dolore senza parole del marito Roberto Russo affettuosamente circondato da amici, parenti stretti, colleghi, semplici cittadini, Roma ha reso omaggio a Monica Vitti, la grande attrice romana amata in tutto il mondo, scomparsa a 90 anni dopo un ventennio di invisibilità dovuta alla malattia ma sempre viva nel cuore del pubblico.

Alla camera ardente allestita in Campidoglio nella Sala della Protomoteca (rimarrà aperta fino alle 13 di oggi, alle 15 il funerale nella Chiesa degli Artisti in Piazza del Popolo), hanno tenuto banco commozione, rispetto e una sottintesa malinconia per quel grande cinema che adesso, con la magnifica protagonista di tanti drammi e commedie, perde un altro pezzo da novanta e al tempo stesso la leggerezza, l'eleganza, lo stile ormai sempre più rari nei nostri tempi confusi, impauriti, sfiduciati.

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L'impegno di Gualtieri

Davanti al feretro di legno chiaro, il sindaco Roberto Gualtieri prende l'impegno solenne: «Un luogo della Capitale verrà intitolato a lei perché sia ricordata oggi e domani», dice, «io non l'ho conosciuta ma sono cresciuto con i suoi film: quelli di Michelangelo Antonioni, La Tosca, Dramma della gelosia... mentre la Casa del Cinema le dedica una retrospettiva, noi vogliamo onorare Monica Vitti che è stata una grandissima attrice ma anche una donna impegnata sul piano civico e politico». Sfilano famiglie con bambini, giovani e anziani, facce di romani veri tra cui molti lavoratori del cinema. C'è chi saluta la bara con un bacio, qualcuno alza il pugno chiuso mentre continuano ad accumularsi fiori, medagliette, biglietti: Grazie, Monica, Ti vogliamo bene, Sei grande.

 

L'assenza

Arrivano alla spicciolata gli ex sindaci di Roma: Franco Carraro, Walter Veltroni che, ammutolito dal dolore, abbraccia a lungo Russo, Francesco Rutelli che nel 2000, trattenuto in Cina, non poté celebrare personalmente il matrimonio di Monica con Roberto: «Ricordiamola con il sorriso», dice, «si è fatta amare e capire da tutti, sia dagli intellettuali sia dal popolo». Il presidente della Regione, Nicola Zingaretti, afferma: «Era una di noi». Aggiunge il ministro Dario Franceschini: «È una grande perdita, Vitti è stata una donna straordinaria e un'attrice incredibile rimasta, malgrado l'assenza, nel cuore di tutti gli italiani».
Roberto Russo, che per mezzo secolo ha condiviso sia la vita quotidiana sia il lavoro dell'attrice proteggendola amorevolmente negli anni della malattia, appare provato mentre riceve abbracci e condoglianze. «Certo che mi aspettavo tanto affetto nei confronti di Monica», sussurra, «la gente le ha sempre voluto bene. Ora riposerà al Verano». Lo sorreggono Linuccia, l'amata cugina della Vitti, la nipote Laura Mirabella che dalla famosa parente ha ereditato gli occhi verdi, l'amica costumista Nicoletta Ercole.

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Il cinema

Non si fanno attendere la presidente di Cinema per Roma Laura Delli Colli, Marisa Laurito, Giovanna Ralli, l'ad di Cinecittà Nicola Maccanico, Dacia Maraini, Citto Maselli, Pino Quartullo. Brilla per la sua assenza il cinema italiano di oggi: alla camera ardente non s'è visto un regista, un produttore, un attore di quelli che fanno film, vanno ai festival e riscuotono premi. Forse saranno al funerale che verrà celebrato da Don Walter Insero. L'ultima occasione per rendere omaggio a Monica che ha lasciato una traccia indelebile e aperto la strada a intere generazioni del cinema.

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