Marcelo Pecci, ucciso in spiaggia il super pm paraguayano: origini italiane, era in luna di miele in Colombia

Pecci era uno dei più importanti pubblici ministeri del Paraguay, specializzato contro la criminalità organizzata e narcotraffico

Marcelo Pecci, ucciso dai narcos in Paraguay il super pm di origine italiane: era in luna di miele
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Mercoledì 11 Maggio 2022, 11:19 - Ultimo aggiornamento: 13 Maggio, 09:49

Freddato da due sicari, sbarcati con una moto d'acqua, su una spiaggia colombiana mentre era in luna di miele con la moglie sposata 10 giorni fa. Marcelo Pecci Albertini, il super procuratore antidroga del Paraguay è stato ucciso così, tra i lettini e gli ombrelloni dell'Hotel Decameron dell'Isola di Barù al largo di Cartagena de Indias, in Colombia. E subito si è scatenata una vera e propria caccia all'uomo da parte delle autorità di Bogotà e del Paraguay, con l'offerta di una super taglia da 460 mila euro per chiunque aiuti a trovare i killer che hanno compiuto l'agguato.

 

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Pecci di origini italiane 

Pecci, aveva 45 anni ed era di origini italiane. Si era sposato ad Asunciòn il 30 aprile con la giornalista Claudia Aguilera, rimasta illesa nel fulmineo attacco armato in cui è stato ferito anche un agente della sicurezza dell'albergo che ha cercato di opporsi all'aggressione. La coppia era in un viaggio di nozze dal profilo basso, al punto che il magistrato aveva scelto di non segnalare la sua presenza alle autorità di polizia colombiane, che sono state colte di sorpresa dall'accaduto. Dopo la sparatoria Pecci è stato subito soccorso, ma le lesioni riportate erano così gravi che non c'è stato altro da fare che costatarne la morte. I media hanno diffuso immagini della moglie che, in lacrime, copriva il cadavere del marito con un lenzuolo. Giorni fa la donna aveva rivelato attraverso le reti sociali di essere incinta. Il governo del presidente paraguaiano Mario Abdo ha condannato vivamente l'omicidio, trattandosi del primo magistrato paraguaiano ucciso all'estero.

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Chi era

Anche la Conferenza episcopale del Paraguay ha stigmatizzato il mortale attacco a Pecci, che era un fervente cattolico. Il direttore della polizia nazionale, generale Jorge Luis Vargas, ha sottolineato da parte sua che le indagini per risalire agli autori dell'attacco sono cominciate da subito, grazie all'identikit di uno dei presunti sicari e all'annuncio di una taglia di due miliardi di pesos (oltre 462.000 euro) che saranno versati a chi fornirà informazioni atte a catturare i killer. L'alto ufficiale ha chiesto pazienza, indicando che per ora si sa che uno dei killer era alto 1,74 metri, portava occhiali scuri e un cappello tipo Panama, ed aveva un accento caraibico non colombiano. Una parte importante dell'indagine per individuare una solida pista che porti agli autori del crimine sarà sviluppata in un lavoro congiunto che prenderà il via nelle prossime ore fra magistrati e agenti paraguaiani e colombiani. 

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Ciò che è certo è che Pecci era un uomo di punta dell'Unità antidroga e antiriciclaggio della Procura del Paraguay, e che nel febbraio scorso aveva partecipato ad una maxi operazione denominata 'A Ultranza Py', riguardante le infiltrazioni di organizzazioni mafiose in Paraguay dal Brasile e dall'Europa, che aveva portato alle dimissioni di due ministri. Prima che si conoscesse quella operazione, Pecci aveva rivelato in dicembre via Twitter di essersi incontrato a Buenos Aires anche con esperti della polizia italiana per «esaminare la eventuale presenza in Paraguay della mafia italiana in generale e della 'ndrangheta in particolare». Sulla vicenda l'analista Cristiano Morsolin ha dichiarato all'ANSA da Bogotà che essa dimostra che «le indagini di Pecci, che hanno colpito le potenti mafie della Triple Frontera, fra cui il Comando Vermelho brasiliano alleato con la 'Ndrangheta calabrese, hanno dato fastidio alla narcopolitica latinoamericana».

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