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Marcello Piazza, morto l'infettivologo italiano tra i primi a studiare l'Aids

Fu anche il medico del Napoli tra i due scudetti

Marcello Piazza, morto l'infettivologo italiano che fu tra i primi a studiare l'Aids
3 Minuti di Lettura
Martedì 6 Settembre 2022, 17:51 - Ultimo aggiornamento: 17:52

Se n'è andato pochi giorni prima di compiere 87 anni. Marcello Piazza, infettivologo di fama mondiale tra i primi a studiare l'Aids è morto a Napoli, debilitato da tempo a causa di diverse patologie. I funerali si terranno domani nel capoluogo campano, alle 11, nella chiesa di Santa Maria a Piedigrotta. 

Marcello Piazza, l'infettivologo che studiò l'Aids 

Per decenni Marcello Piazza, per decenni professore di malattie infettive alla università Federico II di Napoli, è stato tra i primi studiosi di Aids in Italia, individuando la possibilità di contagio del virus attraverso piccole particelle di saliva a contatto con microlesioni della bocca.  Proprio a Napoli aprì uno dei primi centri per l'assistenza ai malati della sindrome da immunodeficienza acquisita. 

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Medico del Napoli di Ferlaino 

Fu il medico dei calciatori del Napoli di Ferlaino che vinse due scudetti. Divenne noto tra i tifosi per aver salvato la vita al calciatore brasiliano Alemao, che all'epoca vestiva la maglia azzurra, cui diagnosticò in tempo una epatite fulminante.

Il suo nome è però legato agli studi sull'epatite. A lui si devono le prime sperimentazioni e il primo protocollo per la vaccinazione contro l'epatite B, da cui poi è derivata la legge sulla vaccinazione obbligatoria contro l'epatite B che porta il suo nome e che ha salvato tante vite in Italia per poi essere ricalcata in provvedimenti analoghi in moltissimi altri Paesi.

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Piazza era anche un collezionista d'arte 

Piazza non fu soltanto medico, docente e scienziato di grande valore, maestro di una generazione di infettivologi campani, ma anche un appassionato esperto e collezionista di arte moderna. Concentrò la sua passione in particolare sui pittori olandesi Plitoo e Rembrandt, di cui divenne un punto di riferimento tra i collezionisti, al punto che la casa d'aste Sotheby's gli commissionò delle expertise su opere di questi due artisti. Grazie all'amicizia con il gallerista Lucio Amelio si avvicinò all'arte contemporanea frequentando artisti del calibro di Mimmo Paladino, Cy Twobly, Keith Haring, Beyus, Mapplethorpe.

Recentemente ha pubblicato la sua autobiografia dal titolo «Una vita, un grande amore». Tra gli allievi Guglielmo Borgia e Ivan Gentile sono quelli che hanno continuato nel solco tracciato da Marcello Piazza. 

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