Lucio Dalla, 10 anni dalla morte: così lo ricorderanno Bologna e Sorrento

L'immagine dell'lp "Dalla"
di Leonardo Jattarelli
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Venerdì 25 Febbraio 2022, 16:13 - Ultimo aggiornamento: 1 Marzo, 10:09

L’1 marzo del 2012 moriva all’età di 69 anni in Svizzera a Montreaux, Lucio Dalla, uno dei cantautori più celebri della nostra canzone ma artista a tutto tondo riconosciuto a livello internazionale. Il suo talento poetico e musicale, il suo interesse anche per la lirica e il teatro, la sua presenza straordinaria, iconica, la sua potenza immaginifica che ha segnato più generazioni mancano immensamente a 10 anni dalla sua scomparsa. Per questo il Paese non lo dimentica e ha già organizzato dal mese di marzo una serie di iniziative per omaggiare il grande artista.

NELLA SUA BOLOGNA

Una mostra-evento dal 4 marzo prenderà il via a Bologna, la sua città natale: si intitola “Lucio Dalla. Anche se il tempo passa” e resterà aperta fino al 17 luglio al Museo Civico Archeologico. Famiglia, Infanzia, Amicizie, Inizi musicali, queste le tamitiche sviluppate e quella bolognese sarà solo la prima tappa di un percorso itinerante che porterà l’esposizione anche nella Capitale dal 22 settembre all’Ara Pacis, e nel 2023, in occasione dell’ottantesimo della nascita del cantautore, nel capoluogo campano e in quello lombardo. La mostra, ideata e organizzata da Cor e curata da Alessandro Nicosia con la Fondazione Lucio Dalla, il Comune di Bologna e il patrocinio della Regione Emilia-Romagna, è una delle tante iniziative che la città dedica a uno dei suoi artisti simbolo. 

Frutto di una lunga e laboriosa ricerca, la mostra esporrà al pubblico per la prima volta molti materiali che documentano l’intero percorso umano e artistico di una delle più amate personalità italiane e internazionali, che ha lasciato un segno forte nella storia della musica e in quello della cultura in generale. Documenti, dunque, ma anche tante foto, filmati, abiti di scena e altri aspetti inediti che saranno raccolti anche in un corposo catalogo edito da Skira. Alla presentazione dell’evento, il curatore ha ricordato come ci sia voluto un anno di lavoro e di ricerche per approdare a «scoperte incredibili, a quell’universo Dalla che restituisce un personaggio poliedrico con sfumature di tutti i tipi»: con l’uomo che affiora dalle testimonianze (quaranta circa) di gente che realmente gli è stata amica nel suo percorso artistico (da Ron a Walter Veltroni ai parenti), ma anche da quelle dei compagni di scuola, degli anni difficili del Liceo Galvani (Lucio non aveva tanta voglia di studiare, pensava già alla musica, dice Nicosia), con una pagella non proprio bellissima. E ancora, i suoi amori femminili di cui pochissimo si sa, l’avventura cinematografica ne “I sovversivi” e quella fondamentale dell’esperienza nel mondo dell’operetta cominciata quando aveva appena cinque anni. O di quando cantava in inglese pur non conoscendone una parola. Fino al 1971, vero e proprio crocevia: al Festival di Sanremo canta “4 marzo 1943” e compie il salto nella maturità artistica. Un percorso attraverso mille metri quadrati che rivela, nel decennale della morte, un Lucio Dalla a 360 gradi, il rapporto con mamma Jole e l’amore viscerale per il clarinetto (lo portava dentro al borsone persino al basket), quello per il jazz (la sua vera e grande passione) e la collaborazione fondamentale col poeta Roberto Roversi, fino all’esperienza di regista di opere liriche al Teatro Comunale di Bologna. Bologna, la città dove lo incontravi per strada, ora «spera che sia di auspicio per l’uscita dalla pandemia» ha detto il Sindaco, Matteo Lepore: «Un manifesto eloquente per il futuro della città Capitale della Musica Unesco, a cui affiancheremo successivamente le mostre dedicate a Roberto Roversi e a Pier Paolo Pasolini, patrimonio europeo che permetteranno a Bologna di parlare oltre i confini nazionali».

IL PODCAST

Un omaggio a Lucio Dalla nel decennale della scomparsa sarà anche organizzato dalla Fondazione Bideri  che celebra il cantautore bolognese pubblicando un podcast dedicato alla storia di Caruso, la canzone che ne testimonia la passione per la musica napoletana. Affidato alla voce di Ida Di Martino, il podcast ripercorre la genesi del brano, a partire dall’avaria che, nel luglio del 1986, bloccò Lucio Dalla al largo di Capri, costringendolo ad una sosta forzata a Sorrento. L’audio-racconto ripercorre quindi il suo soggiorno nella suite dell’hotel Excelsior Vittoria che aveva ospitato Enrico Caruso e si sofferma sulla storia ritenuta alla base della canzone, quella del grande tenore che, nelle settimane che precedono la sua morte, dà lezioni di canto ad una giovane sorrentina e forse se ne invaghisce. Il podcast, poi, ricorda quanto Dalla fosse convinto del brano e quanto invece i suoi discografici, ma anche il cantautore Ron, fossero perplessi. Infine, viene rievocata la partecipazione del cantautore al concerto che Pino Daniele tenne allo stadio Collana di Napoli il 27 settembre 1987: evento che fu una vera e propria consacrazione per la canzone nata «davanti al golfo di Surriento». A fare da filo conduttore musicale dell’audio-racconto è la versione strumentale di Caruso realizzata da Ernesto Nobili per la Fondazione Bideri. Intitolato “Caruso di Lucio Dalla, una canzone nata da un naufragio”, il podcast è disponibile su Spotify, Spreaker e sulle principali piattaforme di audiolibri.

LA PIATTAFORMA

TsART (la piattaforma promossa dal ministero dei Beni culturali) e Ron omaggeranno Dalla. “Lucio! Il tour”, in esclusiva dal primo marzo sulla piattaforma, è un viaggio poetico di vita e di canzoni in cui Ron, con emozione, racconta Lucio. Si snoda così, tra un aneddoto di Lucio bambino e un pensiero di Dalla artista lo spettacolo scritto e diretto da Vincenzo Incenzo e da Ron con la direzione artistica di Maurizio Parafioriti. Un evento unico nel suo genere, sospeso tra pièce teatrale, musical e concerto, con le canzoni senza tempo ripensate in una veste inedita che nulla toglie alla bellezza originale. 


L'OMAGGIO DI SORRENTO

Concerti, musicisti di strada e note in filodiffusione lungo il corso Italia. Ma anche tour in bici e in canoa, tornei di calcio e basket, escursioni, conferenze, osservazioni astrali. E poi mostre e installazioni artistiche, presentazioni di libri e conferenze, anche eventi solidali, tra cui una lotteria benefica per enti del territorio. Tutto questo e altro ancora nell’omaggio di Sorrento a Lucio Dalla. Tra gli altri eventi, tutti i lunedì, appuntamento al cinema, ed ogni domenica a teatro. Tanti gli ospiti, da Ron a Marino Bartoletti, da Andrea Scanzi a Murubutu, dal «paesologo» Franco Arminio allo street artist Jorit. “I Colori di Lucio” è il titolo della rassegna che, dal 4 marzo al 3 aprile prossimi, celebrerà Lucio Dalla, nel decennale della scomparsa. Ideata dall’associazione Nemesi, sostenuta dalla Fondazione Lucio Dalla di Bologna, e promossa dalla Città di Sorrento in collaborazione con la Fondazione Sorrento e con la partecipazione degli altri comuni della penisola sorrentina, la manifestazione vuole tributare il suo omaggio più sincero e sentito ad un grandissimo artista che ha voluto legare il suo nome e le sue opere a questa terra - ha detto il sindaco Coppola -. Venne insignito della cittadinanza onoraria il 2 luglio del 1997, proprio in virtù dell’amore viscerale per questi luoghi, sempre ricambiato da un’intera comunità che anni addietro, in un noto night club del centro, lo aveva visto muovere i primi passi nel mondo della musica. 
La sua “Caruso” è un capolavoro che ha contribuito a promuovere, nel mondo, il nome di Sorrento. Per questo, ancora una volta, gli diciamo grazie, intitolandogli questa rassegna multidisciplinare. 
Al centro dell’omaggio, infatti, le passioni del cantautore bolognese, ognuna rappresentata da un colore: il giallo per l’arte, il rosa per la letteratura, il blu per il cinema e il teatro, l’azzurro per l’ambiente e il mare, il verde per lo sport, l’arancione per la solidarietà e il rosso per la musica. Verrà inaugurato il murale di Jorit, street artist di fama internazionale, la cui realizzazione è iniziata nei pressi della stazione Eav di Sorrento. «Sono felicissimo di essere a Sorrento - ha spiegato Jorit -. Per me si tratta di un ritorno in Penisola sorrentina, dopo l’esperienza a Maiano con il maestro Marcello Aversa. Un gruppo di giovani, i colori, l’arte, la solidarietà, il ricordo di un artista unico come Lucio Dalla: tutto questo mi ha spinto ad accogliere l’invito del comune di Sorrento e dell’associazione Nemesi». 

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