Luana D'Orazio morta in fabbrica a 22 anni, chi era: dall'abbandono della scuola perché incinta a quel lavoro deciso per il figlio di 5 anni

Luana D'Orazio morta in fabbrica a 22 anni, chi era: dalle scuole superiori a quel lavoro deciso per il figlio di 5 anni
di Stefania Piras
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Martedì 4 Maggio 2021, 11:30 - Ultimo aggiornamento: 5 Maggio, 12:41

Capelli liscissimi, lunghi, sorriso largo, piercing al naso e tutto quello che solo una 22enne può comunicare. Luana D'Orazio, la ragazza che è morta schiacciata da un macchinario industriale nella ditta dove lavorava, aveva anche un bambino di cinque anni, Alessio. Ed è per lui che aveva deciso di andare a lavorare da un anno all' orditoio "Luana", una fabbrica tessile che si chiama come lei, e come tante ce ne sono in quel distretto, nella provincia di Prato. Le scuole superiori le aveva frequentate in una provincia vicina, a Pistoia, aveva provato a studiare all'Istituto professionale Einaudi (indirizzo commerciale) fino al 2014; non risulta diplomata:  il suo percorso di studi si era interrotto, a soli 16 anni, dopo il primo biennio, perché era rimasta incinta. La maggior parte dei ragazzi che esce da questo istituto, che ha due indirizzi: commerciale e socio-sanitario, trovano lavoro come contabili, amministrativi o operatori socio-sanitari. Ora, Luana, giovane donna di 22 anni, aveva cercato di mettere in piedi un progetto di vita a lungo termine dopo altri lavori più o meno assidui come la cameriera: per questo aveva deciso di andare a lavorare in fabbrica, per mantenersi e mantenere il suo bimbo. 

Mamma a 17 anni e operaia a 22 quando, appunto, un lunedì mattina incontra la morte in un modo che ha lasciato tutti sgomenti: letteralmente inghiottita dai subbi, i rulli, dell'orditoio: quel macchinario industriale che prepara l'ordito, cioè lo stato primordiale dei tessuti. Non fa rabbia e tristezza solo per la giovane età la morte terribile di Luana, ma perché sembra una tragedia novecentesca in un mondo in cui arrivano notifiche sonore ovunque a segnalare qualsiasi evento, pericoloso o meno.

 

La mamma - «Era una bimba dolce, ed era una ragazza madre, ieri era il mio compleanno...», ha detto nelle drammatiche interviste ai cronisti, in lacrime, Emma Marrazzo, la mamma di Luana che ha confessato di non aver ancora detto nulla al nipotino di 5 anni e mezzo che chiede conto dello strano viavai che c'è in casa da 24 ore. 

«Luana era bella, buona e umile. Era contenta del lavoro che svolgeva anche se poi tutti i lavori possono pesare, anche i più leggeri, ma le piaceva lavorare. Era bella, solare, amava la vita, non litigava. Era solare, si vede dalle foto, anche su Facebook. Aveva tanta voglia di lavorare per costruirsi un futuro perché era fidanzata da due anni». Così coi cronisti Emma Marrazzo ha ricordato la figlia Luana D'Orazio. «Luana aveva studiato all'Einaudi», istituto professionale di Pistoia, «poi al terzo anno ha interrotto, è nato il bimbo. Luana era ragazza-madre».

«Mia figlia Luana non ha detto nulla, i colleghi hanno solo detto che non l'hanno vista più alla macchina» tessile dove lavorava, «la tragedia è grande non solo per me ma anche per i datori di lavoro», ha detto la signora Emma parlando coi cronisti all'esterno della sua abitazione vicino a Pistoia. «La titolare della ditta mi ha chiamato - ha detto - poverina, è distrutta. La ditta si chiama come mia figlia e la proprietaria si chiama come mia figlia. È tanto dispiaciuta, ha detto che non sa come ha fatto, com'è successo». «Proprio ieri aveva assunto un ragazzino per stare vicino» a mia figlia «per darle una mano, lo aveva assunto come altro dipendente». Nella ditta, ha anche detto ai giornalisti la madre, «c'era un caporeparto, c'era un altro dipendente», «Luana non era sola a lavorare».

Gli amici e le amiche sconvolti - Erika ha girato una storia con un cuore rotto, Ylenia che compare in decine stories invece non riesce a scrivere, Greta scrive: «Per sempre con me». Sono le sue amiche, tante, che compaiono in molte foto, quelle da ventenni in cui si balla mentre si passa la piastra ai capelli, si indossano tacchi altissimi e bei vestiti, si fa la prova costume o semplicemente si sale in auto con il reggaeton a tutto volume, si fa il playback mentre con il cellulare puntato a specchio si fa partire la diretta social per comunicare al mondo la potenza dei vent'anni.

Sul suo profilo social c'è una sezione dedicata a Leonardo Pieraccioni. La ragazza aveva partecipato come comparsa in uno dei suoi film "Se son rose" nel 2018. Ci sono le foto con il regista Pieraccioni, Claudia Pandolfi ed Eleonora Di Miele. Davanti alla tv Luana era riuscita a registrare con il telefonino l'esatto momento in cui compare dietro Mariasole Pollio, con un abito chiaro e una cinta nera. Lo ha intitolato "Luana sul grande schermo". Il 30 giugno avrebbe compiuto 23 anni. 

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«L'ho avuta come comparsa in un mio film, "Se son rose", nella scena di una festa. Il ricordo di quella scena di una festa spensierata di ventenni aggiunge ancora più dolore. Perché la vita a vent'anni dovrebbe essere e continuare così, come una festa. È una notizia terribile, vista la sua età e la modalità dell'incidente. Lascia un bambino di cinque anni, non ci sono parole. Per quanto possa servire, mando un abbraccio fortissimo alla sua famiglia». Queste le parole del regista e attore Leonardo Pieraccioni, riportate sulla pagina Facebook della trasmissione Che tempo che fa, su Luana D'Orazio, morta a 22 anni in un incidente sul lavoro in un'azienda tessile a Montemurlo.

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Di «grande senso di ingiustizia, di rabbia e dolore immenso» parla Alessandro Tomasi, sindaco di Pistoia, il cui pensiero «va alla madre e al padre di questa ragazza, al figlio piccolo che lascia e al fratello». «Non si può morire sul lavoro a nessuna età», le parole del governatore Eugenio Giani secondo cui questa tragedia «chiama ancora una volta alla responsabilità di tutti». «Morire così non è accettabile» afferma il segretario generale della Uil Pierpaolo Bombardieri, «un'altra tragedia che ci addolora, ora basta», il commento del segretario generale della Cisl Luigi Sbarra. 

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