Le Iene, il monologo di Francesca Fagnani sulla parità: «La regina del giornalismo mi cacciò, voleva solo colleghi maschi»

Le Iene, il monologo di Francesca Fagnani sulla parità: «La regina del giornalismo mi cacciò, voleva solo colleghi maschi»
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Mercoledì 1 Dicembre 2021, 08:53 - Ultimo aggiornamento: 12:58

Pagate meno dei colleghi maschi, spesso sottovalutate. Costrette a vivere situazioni a dir poco imbarazzanti com'è successo all'inviata Greta Beccaglia molestata in diretta televisiva da un tifoso al termine della partita Empoli – Fiorentina. Francesca Fagnani, la giornalista di Belve, non poteva che dedicare il suo monologo al tema dei diritti delle donne nel mondo del giornalismo. E lo fa dal palco de Le Iene dov'è conduttrice per una sera accanto a Nicola Savino. Il monologo della Fagnani è carico di indignazione. La giornalista parte dal racconto di un aneddoto vissuto in prima persona, raccontando la disillusione provata davanti ad una importante donna della tv, quella che chiama "regina del giornalismo" senza mai citarne il nome. Dimostrando che le disparità di genere purtroppo non sono generate sempre e solo dall'universo maschile.

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Il monologo

«Negli ultimi anni ho visto accadere molte cose bizzarre nel mondo del giornalismo: talk show dove il politico di turno può scegliere le domande e scegliersi pure il giornalista che gliele fa, trasmissioni che ti invitano come giornalista ma poi si aspettano che tu faccia l’ultras di Salvini, di Conte, di Letta o di Draghi. Poi mi sono persino abituata alla domanda, dopo che si sono decisi gli altri ospiti, “ma come donna chi invitiamo?”, come se fosse un obbligo la quota rosa del talk. Una categoria da proteggere, come i panda. Pochi giorni fa, però, mi è successo qualcosa a cui non ero preparata. Sono stata invitata ad una trasmissione dove c’era una donna, che faccio persino fatica a definire collega, tanto è meritata e prestigiosa la sua carriera: una vera regina del giornalismo. Ho sempre apprezzato le sue parole e ne ha spese tante per chiedere posti di potere per le donne, però ho capito che questo per lei vale solo se quei posti sono lontani dal suo. Infatti, alla vigilia della trasmissione, mi hanno fatto sapere che questa giornalista non gradiva la mia presenza, perché attorno a sé voleva solo colleghi maschi. Ma come, proprio lei? La stessa donna che rimprovera gli uomini di non darci lo spazio che meritiamo?In tutte le redazioni in cui ho lavorato, anche le più progressiste, ho guadagnato meno dei colleghi maschi di pari livello e questo purtroppo è solo uno dei problemi perché è un mondo dove può accadere, com’è successo alla collega Greta Beccaglia, che ti tocchino il culo in diretta e che il tuo collega sempre in diretta dica: “Non te la prendere, vai avanti”. La verità è che sul tema della parità anche noi, che facciamo informazione e che vogliamo insegnare agli altri come si fa, non siamo meglio di loro»

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