Harry alla Royal Family: «Razzismo su Meghan». E lei: «Io pronta agli abbracci ma questo irrita gli inglesi»

Nel documentario di Netflix le nuove accuse dei Sussex sul clima ostile che li circondava

Harry alla Royal Family: «Razzismo su Meghan». E lei: «Io pronta agli abbracci ma questo irrita gli inglesi»
di Vittorio Sabadin
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Giovedì 8 Dicembre 2022, 22:10 - Ultimo aggiornamento: 9 Dicembre, 14:31

A Buckingham Palace si dice che né Carlo né William hanno visto le prime tre puntate del documentario di Netflix sui Sussex uscite ieri, ma nessuno ci crede. Un portavoce è stato comunque incaricato di smentire l’affermazione che compare nei titoli, secondo la quale «la Royal Family ha rifiutato di commentare i contenuti della serie». Non è vero, perché nessuno si è mai fatto vivo per chiederlo.
Come previsto, la prima parte del documentario (la seconda il 15 dicembre) è stata un lungo esercizio di autocommiserazione. Harry e Meghan hanno spiegato come siano stati costretti a lasciare la Gran Bretagna da un clima ostile alimentato dai giornali, dai fotografi, dal razzismo britannico e dall’incapacità della Royal Family di comprendere la situazione.

IL CONTRATTO

La serie è piena di filmati girati dagli stessi Sussex «su consiglio di un amico», cosa che solleva qualche interrogativo su quando sia stato realmente firmato il contratto da 100 milioni di dollari con Netflix.
Si parte con Harry, dalla Suite Windsor dell’aeroporto di Heathrow, nel marzo 2020. Sta lasciando la Gran Bretagna e spiega al suo smartphone che ora bisognerà guardarsi indietro e capire. A Vancouver, in Canada, lo aspetta Meghan. Si è appena lavata i capelli, ha un asciugamano sulla testa, sospira: «Voglio chiudere questo capitolo». Poi, trattenendo l’abituale lacrimuccia: «Non so cosa altro dire». Ma da lì in avanti ne dirà di cose, perché «noi conosciamo tutta la verità».

Si documenta l’assedio dei fotografi a lady Diana e ai piccoli Harry e William, inseguiti persino sulle piste da sci. Harry racconta che quando chiese protezione per Meghan, la famiglia considerò quegli assalti «una prova di iniziazione». «Era come se i maschi - dice - pensassero che anche le loro mogli erano passate attraverso simili assedi e che ora toccava alla mia». Le spose reali, aggiunge, vengono scelte «per adattarsi allo stampo», mentre lui la sua l’ha scelta con il cuore. Harry paragona Meghan a Diana per sensibilità ed empatia, e dice di aver lasciato i suoi doveri nella Royal Family per proteggerla come sua madre aveva fatto con lui.

Il Sun ha scoperto alcuni punti nei quali Harry e Meghan hanno cambiato versione rispetto a prima, o hanno apertamente mentito. Harry aveva detto di avere incontrato Meghan la prima volta in un appuntamento al buio, ora dice di averla vista sull’Instagram di un amico. Aveva raccontato di averle fatto la proposta in cucina, ma su Netflix si inginocchia in giardino, con un mazzo di rose e un cagnolino che scodinzola. Meghan sostiene di essere stata costretta a indossare abiti senza colori per non oscurare troppo le altre donne della famiglia, ma ci sono decine di sue foto con abiti rossi, gialli, verdi. La duchessa non fa che lamentarsi. Quando ha incontrato William e Kate la prima volta era scalza e indossava i jeans con gli strappi. «Io sono così, pronta agli abbracci, mentre questo irrita gli inglesi». Troppe formalità anche nel primo incontro con la regina Elisabetta. «Quando Harry mi ha chiesto se le avrei fatto l’inchino pensavo che scherzasse». La prima cena a Buckingham Palace? «Come in uno spettacolo di Tempi medioevali, cena e torneo».

 

LA MADRE

Poi si passa al razzismo. Per la prima volta parla la madre di Meghan, Doria, e racconta che i fotografi inglesi cercavano i quartieri più poveri di Los Angeles per scattare immagini «di dov’era nata Meghan». Harry dice che gli attacchi dei giornali a sua moglie hanno «una componente di razzismo». Meghan aggiunge che solo in Gran Bretagna ha avuto «la sensazione che la sua razza fosse un problema». «I media – sospira – avrebbero trovato il modo di distruggermi indipendentemente da quanto brava io fossi». La Royal Family, sostiene Harry, «è parte del problema del razzismo britannico, non la soluzione», mentre vengono intervistati esperti che parlano della tratta degli schiavi e del colonialismo.

Le prime tre puntate lasciano qualche dispiacere a Carlo, anche perché Harry fa sapere di non essere stato cresciuto dal padre nell’adolescenza, ma «da un gruppo di amici che ho conosciuto in Africa». Non c’è una sola voce dissonante, nessuno viene chiamato a rettificare le lamentazioni dei Sussex. La Royal Family troverà il modo di farlo, ma prima vuole sentire anche il resto.

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