Gianluca Vialli morto per il tumore al pancreas. «È il cancro più letale»: sintomi e cure

È un nemico difficile, difficilissimo da combattere il tumore al pancreas, la neoplasia uccide in Italia ogni anno 14mila persone. Spesso il problema principale è la difficoltà di diagnosticare questo tipo di cancro

Tumore al pancreas, la malattia che ha ucciso Gianluca Vialli: «È il cancro più letale». Sintomi e cure
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Venerdì 6 Gennaio 2023, 12:40 - Ultimo aggiornamento: 7 Gennaio, 09:03

Gianluca Vialli è morto a 58 anni dopo una lotta di 5 anni contro il tumore al pancreas. È un nemico difficile, difficilissimo da combattere il tumore al pancreas, la neoplasia uccide in italia ogni anno 14mila persone. Spesso il problema principale è la difficoltà di diagnosticare questo tipo di tumore a una ghiandola così importante per il sistema digestivo e intestinale. Fedez, che aveva lo stesso tumore e a cui Vialli è stato molto vicino durante la malattia, è riuscito fortunatamente a scoprirlo in tempo e per questo ce l'ha fatta.

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Ma per lo sportivo, e per 14mila persone ogni anno,  la storia è diversa. Sintomi spesso vaghi e capacità di creare metastasi quando è ancora molto ridotto in dimensioni sono le principali caratteristiche che rendono questo tumore particolarmente complicato da aggredire con le terapie oggi disponibili. Il tumore del pancreas è una malattia caratterizzata dalla comparsa di cellule anomale nel tessuto pancreatico. In più dell'80% dei casi le neoplasie pancreatiche si sviluppano nel pancreas esocrino, ovvero nella porzione deputata alla produzione gli enzimi utili alla digestione. Circa il 75% di tutti i tumori del pancreas esocrino origina nella testa o nel collo del pancreas, il 15-20% nel corpo e il 5-10% nella coda. Ad oggi si calcola che in Italia, nel solo 2020, siano state oltre 14 mila le nuove diagnosi, come riporta la Fondazione Veronesi.

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È il cancro piu' letale di tutti

Il tumore al pancreas è il piu' letale. Tre quarti dei malati va incontro a decesso entro un anno dalla diagnosi e a 5 anni dalla scoperta della malattia sono vivi solamente 8 pazienti su cento. Perché è così pericoloso e aggressivo? I sintomi nelle fasi iniziali della malattia non si manifestano oppure non sono sufficientemente specifici per suscitare sospetti, così spesso la neoplasia viene scoperta con troppo ritardo quando il tumore ha formato già molte metastasi. Non solo, per la natura stessa del tumore - particolarmente ricco di tessuto stromale - è difficile veicolare farmaci antitumorali al suo interno. Due caratteristiche che rendono il tumore del pancreas particolarmente difficile da trattare.

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Sintomi

Tra i sintomi del tumore al pancreas, come si legge sul sito della Fondazione Veronesi, ci sono il mal di schiena o un forte dolore nella parte superiore dell'addome, una colorazione gialla della pelle e degli occhi, un prurito insolito, cambiamento nella digestione e nelle abitudini intestinali, la perdita di appetito e di peso. Tra i fattori di rischio ci sono la familiarità con la malattia, il diabete, la pancreatite, l'obesità e l'abuso di alcol e fumo. È fondamentale la tempestività con cui viene diagnosticata la malattia.

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La chirurgia

Proprio per la facilità di creare metastasi quando il tumore è ancora di ridotte dimensioni, la rimozione del tumore attraverso l'approccio chirurgico non è indicata in tutti i casi di neoplasia pancreatica. La chirurgia è infatti applicabile ad un ristretto e selezionato numero di pazienti pari a circa il 20-30% di tutte le nuove diagnosi.

A dimostrazione dell'importanza della chirurgia i pazienti con un tumore del pancreas che finiscono sotto i ferri, subito o dopo un ciclo di chemioterapia, sono quelli che hanno maggiori probabilità di vincere la malattia. In questi casi la sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi può passare dall’8 per cento (che riguarda tutti i malati di tumore del pancreas) al 20-30 per cento (per chi è stato operato con successo).

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La chemioterapia

Ma la sola chirurgia non basta. Come per altri tumori, anche per il pancreas si ricorre sempre più frequentemente alla somministrazione della chemioterapia prima dell’intervento. Ciò avviene per trattare da subito le possibili micrometastasi (metastasi già presenti, ma troppo piccole per essere evidenziate dagli esami) e per migliorare la radicalità dell’intervento, rendendo più piccolo il tumore primitivo. Ma al di là se il tumore è operabile o meno la chemioterapia ad oggi è la sola arma di cui disponiamo per affrontare la malattia.

La storia del calvario di Vialli

Calciatore, allenatore, commentatore sportivo, Vialli era tutto questo e molto di piu'. Da quella diagnosi arrivata nel 2017 Gianluca non si è mai nascosto e ha raccontato la sua battaglia ai tifosi mettendosi a nudo e mostrando anche ogni sua debolezza e paura. «Sono stato un giocatore e un uomo forte ma anche fragile e penso che qualcuno possa essersi riconosciuto. Sono qui con i miei difetti, le paure e la voglia di far qualcosa di importante», ha raccontato lo scorso anno quando aveva accompagnato Mancini agli Europei. Ma sapeva che la strada sarebbe stata difficile. «Io con il cancro non ci sto facendo una battaglia perché non credo che sarei in grado di vincerla, è un avversario molto più forte di me. È salito sul treno con me e io devo andare avanti, viaggiare a testa bassa, senza mollare mai», aveva detto, «sperando che un giorno questo ospite indesiderato si stanchi e mi lasci vivere serenamente ancora per tanti anni perché ci sono ancora molte cose che voglio fare». Ma l'ospite indesiderato non si è stancato, e oggi venerdì 6 gennaio 2023 Gianluca Vialli è morto

 

Quando ha scoperto il tumore lo sportivo si è sottoposto a un intervento chirurgico, poi 17 mesi (prima 9 e la seconda volta 8) mesi di chemio terapia. Fu un periodo difficile quello per Vialli, era dimagrito molto e lui stesso aveva confessato che sotto alla camicia per non sembrare troppo magro metteva un maglione. Nel 2020 però le cose sembravano migliorate: nessuna traccia piu' della malattia nel suo corpo. «È stata molto, molto dura, anche per un tipo tosto come me. Sono felice, anche se lo dico sottovoce Può sembrare strano, ma in questo momento mi sento più fortunato rispetto a tanti altri»

 

Ma a dicembre 2021 tutto è cambiato di nuovo. Gianluca Vialli, durante la presentazione del libro Gianluca gonfia la rete, ha annunciato di essere di nuovo alle prese con il tumore: «Sto abbastanza bene. Non ho ancora completato il viaggio e l’ospite indesiderato è sempre con come. A volte è più presente, altre meno. Diciamo che adesso sono in manutenzione... Si va avanti e spero possiate sopportarmi per molti anni». Ce l'ha fatta purtroppo solo per un altro anno Gianluca Vialli, a dicembre 2022 è arrivato infatti l'annuncio, che nessuno voleva leggere: Gianluca Vialli ha dovuto lasciare il suo lavoro con la FIGC. Tramite l'account della Federazione aveva scritto: «Al termine di una lunga e difficoltosa “trattativa con il mio meraviglioso team di oncologi ho deciso di sospendere, spero in modo temporaneo, i miei impegni professionali presenti e futuri. L’obiettivo è quello di utilizzare tutte le energie psico-fisiche per aiutare il mio corpo a superare questa fase della malattia, in modo da essere in grado al più presto di affrontare nuove avventure e condividerle con tutti voi. Un abbraccio». tutti speravano potesse essere una fase momentanea, ma così non è stato, l'ospite indesiderato ha avuto la migliore, ma Vialli resta il vincitore. 

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