Addio al colonnello pilota Gianfranco Bono: con l'F104 sfidò la Ferrari di Gilles Villeneuve. Chi vinse. Video

Addio al colonnello pilota Gianfranco Bono: con l'F104 sfidò la Ferrari di Gilles Villeneuve. Chi vinse. Video
di Mauro Favaro
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Mercoledì 30 Novembre 2022, 19:54 - Ultimo aggiornamento: 3 Dicembre, 13:48

Addio al colonnello Gianfranco Bono, il pilota dei caccia che sfidò le vetture di  Formula 1. Lunedì 28 novembre, nel pomeriggio si è spento uno dei protagonisti della storica gara del novembre 1981 tra gli aerei F-104 del 51esimo Stormo di Istrana e la Ferrari 128 Ck guidata da Gilles Villeneuve, accompagnata dall’Alfa Romeo di Bruno Giacomelli e da due Brabham, guidate da Nelson Piquet e da Riccardo Patrese.

Dopo quell’evento, Bono era diventato uno dei volti noti dell’Aeronautica militare italiana. «I piloti non muoiono, volano solo più in alto», è il messaggio che arriva dai familiari, che ancora conservano gelosamente un modello commemorativo della sfida tra i bolidi dell’aria e quelli dell’asfalto. Il ricordo di quella giornata, dopotutto, è ancora negli occhi di migliaia di trevigiani e di milioni di italiani.

L’aeroporto di Istrana fu preso d’assalto da 80mila appassionati di auto e aerei, una folla così "calda" che costrinse Villeneuve a uscire dalla base travestito da aviere.

Le Formula 1 misero in campo tutta la loro potenza. Ma gli assi dell’aria non furono da meno. Le forze armate schierarono 6 dei loro migliori uomini: accanto a Gianfranco Bono c’erano il tenente colonnello Luigi Tennerello, il maggiore Walter Santacroce, il maggiore Gianfranco Da Pos e il tenente Daniele Martinelli.

Coordinati dal Maggiore Leandro De Vincentiis, tutti e sei si misero ai comandi del caccia Lockheed F-104S Starfighter, il cacciatore di stello, lo "spillone" capace di volare a più del doppio della velocità del suono (2.470 km/h in quota) e di raggiungere quasi 18mila metri di quota. L’esito non era però scontato. La Ferrari di Villeneuve, infatti, era la prima con motore turbo e raggiungeva i 320 chilometri orari.

Le regole d’ingaggio furono chiare: una distanza di poco più di un chilometro, tutto in rettilineo, con le ruote degli aerei sempre a terra. Le Formula 1 vinsero 5 delle 6 sfide. Alla Ferrari del pilota canadese, vennero tolti gli alettoni, in modo da ridurre l’attrito dell’aria. E Villeneuve strappò il record della giornata fermando il cronometro in 16 secondi e 55. Un giornata epica, rimasta nel cuore di tutti, anche grazie al contributo di persone come il colonnello Gianfranco Bono. Il funerale del pilota si terrà in forma strettamente privata. «Per rispettare il suo carattere riservato», concludono dalla famiglia. Con la certezza che i piloti non muoiono, ma semplicemente si alzano un po’ di più nei loro cieli.

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