Gerry Scotti, come sta. L'ufficio stampa: «Mai stato in terapia intensiva, decorso simile a Carlo Conti»

Gerry Scotti, come sta. L'ufficio stampa: «Mai stato in terapia intensiva, decorso simile a Carlo Conti»
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Mercoledì 11 Novembre 2020, 12:11 - Ultimo aggiornamento: 19:00

Gerry Scotti ha annunciato di essere positivo al Covid lo scorso 26 ottobre. Ieri il sito Tpi ha parlato di un suo ricovero in terapia intensiva all'aggravarsi delle condizioni, ma la notizia è stata smentita dal suo ufficio stampa. Procediamo con ordine. Lo scorso 26 ottobre il conduttore aveva annunciato su Instagram l'esito del tampone: «Volevo essere io a dirvelo: ho contratto il COVID-19 – aveva scritto -. Sono a casa, sotto controllo medico. Grazie a tutti per l’affetto e l’interessamento».

Gerry Scotti ricoverato per il Covid in terapia intensiva: ecco come sta adesso

Martedì 10 novembre la notizia di Tpi, poi ripresa dai maggiori siti di informazione, di un ricovero in terapia intensiva dovuto a difficoltà respiratorie e durato una decina di giorni, al termine dei quali Gerry Scotti sarebbe poi stato trasferito in un altro reparto. La notizia è stata poi smentita da Massimo Villa, ufficio stampa del presentatore, contattato da FanPage: «Gerry sta bene, non è mai stato in terapia intensiva – ha spiegato -. È ancora ricoverato ma uscirà a breve, nei prossimi giorni. A grandi linee, ha avuto un decorso simile a quello di Carlo Conti. È stato ricoverato perché ha preso il Covid in maniera abbastanza tosta, ma non è mai stato a rischio. Aveva soprattutto una febbre che non riusciva a debellare. Per questo ha deciso di farsi ricoverare. Pensava di scamparla, poi però ha visto che la febbre – che non era un febbrone – senza Tachipirina tendeva a risalire e si è preoccupato. L’ho sentito mezz’ora fa, mi ha detto che i valori sono a posto, i medici sono contenti e lui anche. La febbre è sparita e i valori sono rientrati nei parametri. Dovrà fare il tampone per capire se è ancora positivo al Covid. Non sappiamo ancora quando tornerà al lavoro, meglio un giorno dopo che un giorno prima, per tutelare lui e quelli insieme ai quali lavora. Non siamo solo prudenti, di più».

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