Fedez e J Ax, la pace dopo 4 anni vista da chi lavorava insieme a loro

Fedez e J Ax, la pace dopo 4 anni vista da chi lavorava insieme a loro
di Matteo Grandi
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Lunedì 23 Maggio 2022, 19:28 - Ultimo aggiornamento: 20:34

Ci sono voluti 4 anni ma alla fine gli ex comunisti con il Rolex, che oggi sono diventati padri con figli, hanno siglato l’insperata pace. Impensabile all’indomani della rottura, specie per chi, come me, aveva vissuto dall’interno quella situazione e credeva che certe ferite fossero insanabili. Ma il tempo cura tutto. Anche l’orgoglio. E soprattutto rende le persone più mature. Forse anche per questo Federico e Alessandro, hanno saputo mettere da parte i loro avatar artistici, Fedez e J AX, e si sono riparlati da persona a persona, da uomo a uomo. Uomini che in questi ultimi anni hanno fatto esperienze di vita enormi, i figli, la famiglia, i problemi di salute inattesi. Cose che, forse, permettono di guardare gli screzi, anche quelli più profondi, da un’altra prospettiva. E se l’orizzonte delle cose inizia ad assumere contorni e priorità nuove tutto è possibile. Soprattutto fra persone intelligenti. Avendo collaborato a lungo con Fedez e conoscendo un po’ i contorni di questa storia credo che molto di questo disgelo sia merito suo. Ma in tanti anni di backstage ho anche imparato a non giudicare dalle apparenze; quindi bando alle speculazioni e ben venga questo riavvicinamento, che per adesso è umano e non artistico, anche se il “mai dire mai”, viste le contingenze, è d’obbligo. Bello rivederli abbracciati nelle foto social e ancora più bello il movente, svelato soltanto all’indomani degli scatti che sancivano la pace.

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I due si sono fatti promotori di un importante evento per Milano, il LOVE MI, un concertone gratuito con finalità solidali che si terrà in piazza Duomo il prossimo 28 giugno. Sul palco tantissimi artisti da Tannai a Rose Villain, da Tedua a Ghali, fino ovviamente agli stessi Fede e J-Ax. Il tutto con lo scopo nobile di raccogliere fondi per la Fondazione Together To Go, specializzata nella riabilitazione di bambini e bambine con problematiche neurologiche complesse. Iniziativa edificante, bella e sincera, il cui valore si percepiva dallo sguardo commosso e dalla voce rotta dalla commozione di Fedez nel corso della conferenza stampa.

Un bel lieto fine, una storia che rifiorisce e che passa dal vorrei ma non posto, al vorrei e posso. Del resto volere è potere. E il potere di fare del bene è un super potere che oggi solo pochi artisti sanno gestire. L’altro super potere è quello della musica, un elemento che unisce come nient’altro al mondo. E fra unire e riunire, a volte, basta una telefonata.

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