Euro 2020, oggi Italia-Galles: gallesi d'Italia, dall'ambasciatrice Jill Morris al rugby di Stephen Varney e Terry Holmes

Europei 2020, oggi diretta live Italia - Galles: gallesi d'Italia, dall'ambasciatrice Jill Morris al rugby di Stephen Varney e Terry Holmes
di Paolo Ricci Bitti
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Domenica 20 Giugno 2021, 09:59 - Ultimo aggiornamento: 20:22

Se tutti i gallesi sono stati concepiti su un campo da rugby, se il Galles è insomma la Nuova Zelanda dell’emisfero nord, non resta troppo spazio per il calcio al di là del Vallo di Offa. Ma restano sempre il tempo e soprattutto l’orgoglio per fare il tifo per la nazionale di Bale e Ramsey come farà oggi, con molta ed elegante discrezione, l’ambasciatrice Jill Morris, da ormai cinque anni rappresentante del Regno unito a Roma, “fissa” in tribuna all’Olimpico o al Principality Stadium di Cardiff e immancabilmente vestita di rosso dragone quando l’Italia e il Galles si sfidano nel Sei Nazioni di rugby. 

Europei 2020, oggi la sfida fra Italia e Galles all'Olimpico 


L’INNO IN GAELICO
In realtà anche ieri “la ragazza del villaggio di Pantymwyn” - come si definisce - ha con diplomazia ripetuto per gli Europei 2020 la stessa frase della vigilia di ogni match di rugby: «Sono felice e impaziente, vinca il migliore», ma con la palla ovale è un augurio poco o punto efficace per l’Italia, quindicesima nel ranking mondiale mentre il Galles è settimo.

Situazione invece speculare nel calcio: Italia settima, gallesi trentaduesimi, il che non rende meno incerta la situazione in casa di Stephen Varney, a Cardigan, tra scenari da Mago Merlino, da dove arriva il ventenne mediano di mischia degli azzurri, dall’anno scorso in prima squadra dopo aver guidato l’under 18 e l’under 20 a belle vittorie anche contro il Galles. «Dunque, papà Adrian (notevole rugbysta del Neath, ndr) - dice Steve, giocatore del Gloucester nella serie A inglese, appena rientrato da una regata nel canale di San Giorgio - canterà di certo l’inno gallese, ma sarà in minoranza visto che mamma Valeria e i nonni intoneranno Mameli, anche perché, rugby a parte, i confronti sportivi fra queste nazionali non sono frequenti. Io nel calcio, ad esempio, non ne ricordo nemmeno uno». Già, l'ultima sfida nel calcio risale al 2003 e su 9 confronti l'Italia ne ha vinti 7, mentre nel rugby l'Italia ha solo 2 vittorie e un pareggio su 29 partite. E ancora: il Galles conta circa 90mila tesserati nel rugby e 80mila nel calcio, sempre rispetto a meno degli abitanti di Roma. L'Italia ha gli stessi tesserati nel rugby e un 1,4 milioni nel calcio a fronte di 60 milioni di abitanti.


A ogni modo, il mediano di mischia dell’Italia nato in Galles quale inno canterà? «(lungo sospiro) Dai, facciamo tutti e due», dice Varney. Quello del Galles, dove il canto in gaelico è materia obbligatoria a elementari e medie, è un’entità molto potente e struggente: “La vecchia terra dei miei padri” riecheggerà oggi pomeriggio in tutte le verdi valli del Principato, sulla bocca dei 3,5 milioni di abitanti fra i quali nel 1945 decise di restare il bisnonno di Stephen, Carlo Fusconi, agricoltore di Cesena, catturato tre anni prima in Cirenaica dagli inglesi. «Se mi trattano così bene in quello che è un campo per prigionieri di guerra (a Newcastle Enlyn, le baracche si possono ancora visitare), non dev’essere male la vita da queste parti», pensò prima di chiamare la fidanzata dall’Italia e sposarla. Due generazioni di italiani in Galles e si arriva a Steve, la cui mamma ha però scelto il rugbysta gallese Adrian. «Ma papà è anche tifoso del Manchester e quando andiamo a trovare i parenti a Cesena mi porta allo stadio Manuzzi a vedere il soccer».

 
SPIRITO DI SQUADRA
L’ambasciatrice Morris, cge è arcicompetente in fatto di rugby e che spera di vedere entrambe le squadre a Wembley, ha lodato lo spirito di squadra dei calciatori gallesi ai quali ha augurato “Pob Iwc” (“In bocca al lupo”, in gaelico). «E’ giusto, quando indossano la maglia della nazionale nessuno può batterli, al massimo può capitare di segnare più gol di loro come potrebbe fare l’Italia all’Olimpico. E ogni giocatore ha dietro il fortissimo orgoglio del villaggio o della valle da cui proviene, come Joe Allen (detto il “Pirlo” gallese dello Stoke City), che ha frequentato la mia stessa scuola a Presley. Epperò non è mica troppo differente dall’orgoglio con cui i miei bisnonni e nonni materni hanno tirato su la fattoria nel dopoguerra dove sono cresciuto guidando trattori. Hanno fatto conoscere ai gallesi il vino, la grappa e i prodotti della Romagna che importavano e che affiancavano alle coltivazioni locali. Pensavo ai loro sacrifici quando mi sono trovato al bivio da giocatore: Galles o Italia? Che cosa ho scelto lo sapete».

Gli avi del ventenne rugbysta sono stati fra i primi italiani a far conoscere il "made in Italy" fra i gallesi, poi negli anni Settanta ci ha pensato anche la famiglia Sidoli di nuovo intrecciando la sua storia a quella del rugby: fra i protagonisti dell'impero del gelato che dal Galles ha conquistato l'intero Regno unito (memorabile la reclame-tormentone "Just one cornetto give it to me") c'è anche Robert Sidoli, che nei primi anni del millennio ha deciso di restare in maglia rossa quando è diventato così bravo da approdare alla nazionale del rugby. Ma in questi scambi italo-gallesi nel segno della palla ovale spicca anche Terry Holmes, stellare mediano di mischia (già, come Varney) dei Dragoni e persino dei Lions (la supersquadra di Regno Unito e Irlanda) negli anni Settanta: una carriera troppo breve per via degli infortuni, ma poi, grazie alla sorella Cristine, la nuova vita con la scoperta della Sabinashire. Ovvero quella che lui, divenuto costruttore edile, ha contribuito a creare a Casperia e dintorni, tra gli ulivi in provincia di Rieti con vista su Roma, ristrutturando un casale e poi via via calamitando una colonia di gallesi che in estate diventa una succursale di Swansea o Cardiff. Altro picco di presenze in febbraio o marzo quando all'Olimpico va in scena Italia-Galles: da Casperia a Roma sono due passi.

Paolo Ricci Bitti

Europei 2021

«Sono molto felice e impaziente - ha detto ancora l'ambasciatrice Morris - di poter tornare allo stadio, ad assistere dal vivo a un evento sportivo, e sosterrò i colori della mia squadra, il mio Galles, o Cymru, nella nostra lingua. Mi congratulo con l'Italia per i risultati che sono stati raggiunti, ho visto le prime due partite e mi sono divertita con il calcio giocato dalla vostra squadra, però mi fa piacere aggiungere che il mio Galles è partito molto bene, e sono convinta che assisteremo a un bellissimo incontro tra due squadre che aspirano al primo posto nel loro girone».  «Abbiamo calciatori ben conosciuti  come Bale o come Ramsey, ma devo dire che una delle forze del team del Galles è proprio lo spirito di squadra, il modo in cui giocano insieme come una squadra unita».  

«Ovviamente, considerando le restrizioni a causa del Covid non ci aspettiamo una grande presenza dei tifosi gallesi a Roma, questa volta, però io farò del mio meglio per rappresentarli allo stadio, anche cantando il nostro inno. Sicuramente ci mancheranno i nostri tifosi, che sono sempre allegri, cantano sempre e portano il loro entusiasmo a questi eventi sportivi. Siamo a conoscenza delle condizioni dettate dalla Uefa e dalla Federazione italiana, e desidero ringraziare la città di Roma, le autorità e anche le forze dell'ordine per l'accoglienza e il lavoro svolto per garantire uno straordinario spettacolo di sport». In comune tra Italia e Galles «è una passione che ci unisce, secondo me, per il calcio e per lo sport in generale. A me piace anche il tennis, e ho visto con piacere il successo del giovani tennisti italiani. Domenica non ho alcun dubbio che questa passione per lo sport verrà fuori»

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