Rachele Mussolini: «Savoia si scusa? Fa bene. Io la Shoah l'ho sempre condannata»

Rachele Mussolini: «Savoia si scusa? Fa bene. Io la Shoah l'ho sempre condannata»
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Sabato 23 Gennaio 2021, 12:13

«Io non mi sono mai nascosta, mio nonno, anche se pochi, di errori ne ha commessi. E tra questi ci sono le leggi razziali, che ho sempre condannato. Mi trovo d'accordo quindi con la lettera del principe Emanuele Filiberto, totalmente. Ritengo poi che ci siano spesso due pesi e due misure, morti di serie a e di serie b. Sono contenta che oggi, con molta fatica, non si parli solo della vergogna della Shoah, ma è stato scoperchiato anche il vaso sulle Foibe. Ognuno di noi è sensibile ai morti, ma i morti sono tutti uguali. Io le leggi razziali le ho sempre condannate...». Così all'Adnkronos Rachele Mussolini, nipote di Benito, commenta la lettera scritta dal principe Emanuele Filiberto a nome della famiglia Savoia, in cui chiede perdono per le leggi razziali firmate da Re Vittorio Emanuele III, suo bisnonno.

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«Mio nonno fece cose buonissime - aggiunge - inattaccabili, ma anche errori, ripeto, e quello delle leggi razziali è da condannare senza scusanti. Quindi se i Savoia si sono sentiti di fare questa lettera hanno fatto bene. Io sono la nipote diretta di Mussolini e se chiedo scusa io, non vedo perché non lo dovrebbero fare loro. E comunque - spiega -anche oggi, i buoni sono da una parte e i cattivi dall'altra. Sono 25 anni che auspico una pacificazione nazionale, ma mi sembra ancora molto lontana. Io sono orgogliosa di far parte della famiglia Mussolini, perché figlia di Romano Mussolini e ringrazio i miei genitori per la visione ampia della vita che mi hanno dato». «Le leggi razziali le ho condannate più volte - dice ancora Rachele Mussolini - non credo debba ribadirlo ogni volta, ma se serve continuerò a farlo. Ma spesso gli stessi che oggi condannano, giustamente, un passato esecrabile, sono gli stessi che fanno i radical chic, che esprimono giudizi dando della pescivendola a una donna. E se viene attaccata una donna di sinistra tutti si indignano, se di destra tutti fanno finta di nulla», conclude. 

 

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