Elton John: «Io fortunato a sfuggire all'Aids negli anni '80, avrei potuto fare la fine di Freddie Mercury»

Elton John: «Io fortunato a sfuggire all'Aids negli anni '80, avrei potuto fare la fine di Freddie Mercury»
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Martedì 31 Agosto 2021, 12:25

Una miniserie televisa andata in onda in Gran Bretagna ha risvegliato in Elton John i ricordi di una gioventù vissuta pericolosamente. E ora il cantante (che ha invitato a cena tutto il cast di It's a Sin) ha rivelato di sentirsi fortunato per essere scampato alla piaga dell'Aids nei lontani anni 80. Il musicista, 74 anni, ha detto di aver invitato Olly Alexander, Russell T Davies e il cast di It's A Sin a cena a casa sua dopo essere rimasto così toccato dal dramma andato in onda su Channel 4. «Avrei potuto fare la fine di Freddy Mercury o di Rock Hudson - ha rivelato  - invece sono qui e mi sento molto fortunato a sfuggire all'Aids e ora a poter ricordare tutto questo». «Non dovrei  essere qui oggi dopo aver vissuto uno stile di vita edonistico negli anni '80» ha dichiarato il musicista,  che  nel 1992 ha istituito la Aids Foundation  una delle principali organizzazioni non profit esistenti al mondo con l'obiettivo di finanziare la ricerca e la prevenzione contro l'Aids.

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«Questo giovane ha toccato il fondo assoluto. La sua vita era un disastro, stava perdendo il controllo. Sarebbe dovuto morire. Ad essere onesti, lo ha quasi fatto» ha detto Elton John parlando di se stesso. «A ragione, non dovrei essere qui oggi. Dovrei essere morto - sei piedi sotto in una scatola di legno. Avrei dovuto contrarre l'HIV negli anni '80 e morire negli anni '90, proprio come Freddie Mercury, proprio come Rock Hudson. Ogni giorno mi chiedo, come ho fatto a sopravvivere?». 

Poche settimane fa Elton John era intervenuto contro le dichiarazioni omofobe pronunciate da un palco dal rapper DaBaby. «Siamo scioccati dalla disinformazione sull’Hiv e dalle frasi omofobiche che si sono sentite a un recente concerto di DaBaby», ha scritto Elton John su Twitter. «Non fanno che peggiorare lo stigma e la discriminazione, esattamente l’opposto di quel che abbiamo bisogno per combattere l’epidemia di Aids». Il musicista inglese ha aggiunto che «falsità omofobiche e sull’Hiv non hanno posto nella nostra società e nella nostra industria. In quanto musicisti, dobbiamo diffondere compassione e amore per chi è emarginato. Il lavoro di un musicista consiste nell’unire le persone».

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