Australian Open, Djokovic sorteggiato per il primo turno: sulla sua strada Berrettini e Nadal

Il serbo è stato sorteggiato regolarmente, in attesa di una decisione definitiva. Esordio contro il connazionale Kecmanovic
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Giovedì 13 Gennaio 2022, 07:15 - Ultimo aggiornamento: 14 Gennaio, 09:48

Mentre la partecipazione di Djokovic resta ancora a rischio, è stato nel frattempo sorteggiato il tabellone maschile del primo slam dell'anno. Il serbo occupa regolarmente la posizione di testa di serie numero 1 e affronterà al primo turno il connazionale Miomir Kecmanovic, 78° posto nel ranking ATP. Sulla sua strada l'attuale detentore del torneo potrebbe incrociare ai quarti l'italiano Matteo Berrettini - che esordirà contro l'americano Brandon Nakashima - con il vincente della sfida che andrebbe poi a vedersela in semifinale contro probabilmente uno tra Alexander Zverev e Rafa Nadal. L'altro tennista italiano del momento, Jannik Sinner, è finito nell'altra parte del tabellone, insieme a Daniil Medvedev e Stefanos Tsitsipas. Tra gli altri italiani, Lorenzo Sonego se la vedrà al primo turno contro lo statunitense Sam Querrey e Fabio Fognini contro l'olandese Tallon Griekspoor.

Ancora in attesa del destino di Djokovic

Novak Djokovic resta sub iudice ma potrà partecipare al primo turno dell'Australian Open a Melbourne. Nei prossimi giorni il ministro dell'Immigrazione si esprimerà sul caso, ma nel frattempo il numero uno del tennis mondiale ottiene un'altra vittoria nonostante avesse ammesso di avere violato le regole sulla quarantena.

"Novax" Djokovic era entrato la settimana scorsa in Australia con un certificato di guarigione dal coronavirus che sostiene di avere contratto lo scorso 16 dicembre. Per le autorità aeroportuali, però, quel visto non era motivato e così il campione, che punta a vincere il 21° slam sorpassando Federel e Nadal, era finito in un hotel trasformato in centro per detenzione per immigrati considerati non regolari. 

Lo scenario

Dopo un rinvio di oltre un'ora a Melbourne il sorteggio per gli Australian Open ha stabilito che Djokovic giocherà al primo turno con il connazionale Miomir Kecmanovic, nonostante non vi sia stata ancora una decisione del governo australiano sulla questione del visto del campione serbo. Interpellato oggi dai giornalisti sulla questione durante una conferenza stampa a Canberra, il primo ministro Scott Morrison ha evitato di rispondere in modo diretto alla domanda.

«Vi rimando alla recente dichiarazione di Hawke - ha detto riferendosi al ministro per l'Immigrazione, Alex Hawke che potrebbe decidere di espellere Djokovic nonostante la decisione del giudice in favore del tennista - e la nostra posizione non è cambiata: questi sono poteri ministeriali che possono essere amministrati da Hawke ed io non ritengo di fare altri commenti in questo momento».

Lunedì un tribunale di Melbourne aveva annullato una cancellazione originale del visto di Djokovic la scorsa settimana in connessione con le rigide regole di ingresso dell'Australia relative al coronavirus. Djokovic non è vaccinato. L'ufficio di Hawke ha affermato che ulteriori informazioni dagli avvocati di Djokovic hanno posticipato i tempi per una decisione.

La situazione

Due giorni dopo essere risultato positivo al coronavirus - ha detto il tennista serbo - ha infranto le regole di isolamento per incontrare un giornalista per una intervista. Su Instagram, Djokovic ha ammesso che sì, avrebbe dovuto rimandare. «Mi sono sentito in dovere di condurre l'intervista all'L'Equipe perché non volevo deludere il giornalista», ha scritto Djokovic nel post di Instagram.

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Djokovic, intervista da positivo

Il numero del tennis mondiale ha garantito che in quell'occasione ha «preso le distanze sociali e ho indossato una mascherina, tranne quando è stata scattata una fotografia». Nel post, il campione serbo ha anche accusato il suo agente di aver commesso un errore nel modulo di viaggio per l'Australia, dove è andato per giocare gli Open 2022. È invece «disinformazione», ha aggiunto, quella che sostiene che sia andato in giro dopo il test positivo del 16 dicembre.

Il giornalista dell'Equipe: non sapevo fosse positivo

Il giornalista francese dell'Equipe che lo scorso 18 dicembre ha intervistato in Serbia Novak Djokovic non era stato informato che il tennista era positivo al Covid. In un articolo pubblicato dallo stesso quotidiano sportivo francese, il reporter Franck Ramella spiega di aver appreso del contagio solo dopo il fermo del tennista in Australia. Il giornalista racconta poi che gli era stato chiesto di non fare domande sui vaccini nel corso dell'intervista, durata circa 30 minuti e organizzata nell'ambito del conferimento a Djokovic del Champions Award dell'Equipe. Il reporter riferisce inoltre che il serbo indossava la mascherina durante il colloquio ma se l'è tolta durante la sessione fotografica per il premio, come peraltro ammesso dallo stesso tennista. Ramella aggiunge poi di essere risultato negativo ad un test effettuato ieri.

 

Media australiani: «Rischia 5 anni per prove false»

Novak Djokovic potrebbe rischiare fino a cinque anni di carcere in Australia. Secondo quanto scrivono The Sunday Morning Herald e The Age, le autorità del Paese stanno analizzando le discrepanze nelle informazioni fornite dal tennista serbo, che ha ammesso tra l'altro di aver effettuato attraverso un membro del suo staff un'errata dichiarazione di viaggio per l'ingresso in Australia e di aver violato l'isolamento Covid in Serbia. La pena massima per chi fornisce prove false, sottolineano i media, è appunto una condanna a cinque anni.

«Possiamo rivelare che l'indagine del dipartimento degli Affari Interni sulla star del tennis è stata ampliata includendo la sua violazione delle regole sull'isolamento in Serbia, le errate dichiarazioni sul formulario di ingresso in Australia relativo ai viaggi e le incongruenze sulla data del suo test per il Covid-19», scrivono i giornali australiani.

«Errore umano»

Novak Djokovic ha ammesso in un post su Instagram che la dichiarazione di viaggio rilasciata alle autorità di frontiera al suo arrivo in Australia conteneva informazioni non corrette, avendo affermato nel questionario Covid che non aveva viaggiato nei 14 giorni precedenti, mentre in realtà si era recato in Spagna dalla Serbia. Il tennista, che dopo una prima vittoria in tribunale attende ancora la decisione definitiva del governo di Canberra sul visto per restare nel Paese e partecipare agli Australian Open, ha parlato di un «errore umano e certamente non volontario» di un membro del suo staff, precisando che «nuove informazioni» sono state fornite alle autorità australiane per «chiarire questa questione».

Australian Open, partecipazione ancora a rischio

Una decisione sul caso di Novak Djokovic intanto non verrà presa prima di domani. Resta sospesa la sua partecipazione agli Australian Open 2022 della prossima settimana, perché il ministro dell'Immigrazione Alex Hawke potrebbe cancellare il suo visto. «Gli avvocati di Djokovic hanno recentemente fornito lunghe ulteriori osservazioni e documentazioni di supporto ritenute rilevanti per la possibile cancellazione del suo visto», ha affermato oggi l'ufficio di Hawke. «Naturalmente, questo allungherà i tempi per una decisione», ha aggiunto. Non vaccinato, il campione di Tennis è entrato in Australia con un certificato di guarigione dal coronavirus che ha contratto lo scorso 16 dicembre.

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Il padre di Djokovic chiede intervento Regina Elisabetta: «Stop a persecuzione»

Srdjan Djokovic, padre di Nole, chiama in causa la Regina Elisabetta: «Chiamo la Regina Elisabetta, come leader del Commonwealth, per intervenire e proteggere i diritti umani di mio figlio. Chiedo di fermare la persecuzione politica nei suoi confronti da parte dell'Australia». Lo riporta news.com.au citando media serbi.

La madre: non sapeva di essere positivo

Novak Djokovic probabilmente «non era a conoscenza» del risultato positivo al test Covid-19 quando ha partecipato a un evento in Serbia senza mascherina. Lo ha detto sua madre in un'intervista al canale televisivo australiano Channel 7. Il tennista n.1 del mondo, non vaccinato, è stato visto a Belgrado il 16 dicembre, dopo la positività al Covid. Il 17 dicembre, la Federtennis serba ha annunciato sulla propria pagina Facebook che «il miglior tennista del pianeta» aveva assegnato lo stesso giorno coppe e diplomi ai giovani giocatori. Il post conteneva diverse foto di Djokovic con i funzionari della federazione e circa 20 adolescenti, tutti senza mascherine. «Probabilmente non sapeva - di essere positivo al Covid-19 all'epoca, ha sostenuto sua madre Dijana - Non lo sapeva perché quando si è accorto di essere positivo si è isolato», ha aggiunto, sottolineando che sarebbe stato meglio chiederne conferma al figlio in persona. Il primo ministro serbo Ana Brnabic ha affermato che Djokovic avrebbe commesso una «chiara violazione» delle restrizioni sanitarie del Paese se fosse stato in pubblico sapendo di essere positivo al coronavirus. «Non so quando ha effettivamente ricevuto i risultati, quando li ha visti, quindi c'è un'area grigia - ha detto alla BBC - L'unica risposta a questa domanda può essere fornita da Novak».

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