Il caso Djokovic: dal vaccino rifiutato, al visto ritirato, alle violazioni della quarantena: tutte le tappe della vicenda

Il caso Djokovic: dal vaccino rifiutato, al visto ritirato, alle violazioni della quarantena: tutte le tappe della vicenda
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Venerdì 14 Gennaio 2022, 10:57 - Ultimo aggiornamento: 10:59

Per la seconda volta il Governo australiano ha annullato il visto di Novak Djokovic, se il tennista numero 1 al mondo non impugnerà la decisione in tribunale, sarà immediatamente espulso dal Paese e non potrà partecipare agli Australian Open 2022. Mentre la piattaforma streaming Netflix ha già avviato la produzione di una docuserie su tutta la vicenda, ricostruiamo tappa per tappa cosa è successo negli ultimi due mesi. 

19 novembre: il direttore del torneo Craig Tiley afferma che tutti i giocatori che parteciperanno agli Australian Open 2022 dovranno essere vaccinati contro il Covid-19. In quel momento lo status vaccinale di Djokovic è sconosciuto.

Il caso Djokovic in una serie su Netflix: la troupe già al lavoro in Australia

8 dicembre: il vicepremier australiano, James Merlino dichiara che le esenzioni mediche per i vaccini non potranno essere «una scappatoia per i tennisti privilegiati» e sarebbero possibili solo in «circostanze eccezionali se si dispone di una condizione medica acuta».

14 dicembre: Djokovic viene fotografato mentre assiste alla partita di basket a Belgrado tra la sua Stella Rossa e il Barcellona, valida per l'Eurolega. Nell'occasione abbraccia diversi giocatori di entrambe le squadre, inclusi alcuni che in seguito sono risultati positivi.

16 dicembre: Djokovic risulta positivo al Covid-19 in Serbia, ma la notizia non trapela. Diventerà di dominio pubblico solo a gennaio durante l'udienza in Australia a seguito dellacancellazione del visto d'ingresso. In seguito affermerà di non aver saputo il risultato fino al 17 dicembre

17 dicembre: Djokovic partecipa a un evento a Belgrado in onore di giovani tennisti. I genitori postano foto sui social che mostrano Djokovic e i giovani giocatori senza mascherine. Il serbo in seguito afferma di essere asintomatico, ha fatto un test antigenico prima dell'evento (negativo) e ha ricevuto il risultato positivo del Pcr solo dopo l'evento.

Djokovic, i possibili scenari dopo l'annullamento del visto

18 dicembre: a questo punto Djocovich dovrebbe sapere di essere risultato positivo, realizza un'intervista e un servizio fotografico per il quotidiano francese L'Equipe, che gli conferisce il premio di Champion of Champions 2021. Dopo due settimane dirà: «Non volevo deludere il giornalista».

31 dicembre: Djokovic viaggia a Marbella (dove possiede una casa) per allenarsi. In Spagna può accedere dalla Serbia solo chi è vaccinato.

4 gennaio: Djokovic pubblica su Instagram una sua foto in un aeroporto: «Sto andando in Australia con un permesso di esenzione». Tennis Australia dichiara subito dopo il tennista si sta recando nel paese con un'esenzione medica «concessa a seguito di un rigoroso processo di revisione che coinvolge due distinti gruppi indipendenti di esperti medici». Nessuno però rivela le motivazioni dell'esenzione.

5 gennaio: Djokovic arriva in Australia all'aeroporto Tullamarine di Melbourne.

6 gennaio: il tennista viene trattenuto per circa otto ore all'arrivo e  gli viene negato l'ingresso nel Paese e il suo visto viene cancellato. Viene mandato in al Park Hotel, albergo in cui risiedono rifugiati politici e richiedenti asilo, dove rimane per quattro notti. L'Australian Border Force afferma che Djokovic non ha soddisfatto i requisiti di ingresso. Il primo ministro australiano Scott Morrison twitta: «Le regole sono regole, soprattutto quando si tratta dei nostri confini». Gli avvocati del serbo presentano appello.

11 gennaio: in tribunale Djokovic presenta una dichiarazione giurata in cui afferma di non essere vaccinato contro il Covid. Il giudice del tribunale  Anthony Kelly accoglie le richieste del tennista,  ripristina il visto di Djokovic e ordina al governo di rilasciarlo dalla detenzione, scatenando la festa dei suoi tifosi. Ore dopo, Djokovic si allena al Melbourne Park.

12 gennaio: Djokovic viene ammesso come testa di serie n. 1 nel tabellone maschile agli Australian Open.

13 gennaio: effettuato il sorteggio del tabellone Djokovic viene inserito regolarmente come testa di serie n.1: e  giocherà al debutto con il connazionale Kecmanovic. 

14 gennaio: il ministro dell'Immigrazione Alex Hawke annulla il visto di Novak Djokovic. «Oggi ho esercitato il mio potere ai sensi della sezione 133C della legge sulla migrazione per annullare il visto detenuto dal sig. Novak Djokovic per motivi di salute e buon ordine, sulla base del fatto che ciò era nell'interesse pubblico»I legali del serbo hanno già preparato il ricorso per permettergli di scendere in campo lunedì: dovrà presentarsi sabato a un colloquio con i funzionario dell'immigrazione ma non sarà detenuto. Ora il numero uno al mondo rischia di essere bandito dal Paese per tre anni.

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