Diane Keaton rivela il dramma segreto: «Ho abbandonato mio fratello malato di mente»

Martedì 18 Febbraio 2020

Diane Keaton rivela in un libro il suo dramma segreto: un fratello malato di mente abbandonato e trascurato in tutti gli anni in cui l'attrice e musa di Woody Allen inseguiva il successo nel cinema. Diane era la maggiore, Randy, vittima per tutta la vita di paranoie e fantasie violente, il più piccolo e l'unico maschio tra i figli di Jack e Dorothy Hall, una famiglia middle class modello nella California meridionale del secondo dopoguerra. Oggi, 74 anni lei e 71 lui, la Keaton ha alzato il sipario su questa tragedia in un nuovo libro di memorie, «Fratello e Sorella», il secondo dopo «Then Again» del 2011 che rimase per sei settimane nelle classifiche dei bestseller. Gli Hall avevano quattro figli, tre bambine e Randy.

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Mentre Diane viaggiava per il mondo girando film con registi famosi, Randy viveva in squallida solitudine, bevendo fino a perdere i sensi, terrorizzato dagli aerei che volavano bassi sopra la sua casa e preda di manie suicide che una volta lo portarono a tentare di uccidersi col gas in un garage. «Fratello e Sorella» è per Diane una forma di espiazione ma anche il suo contributo a far sì che malattie mentali gravi come quella di Randy vengano affrontate senza pregiudizi e con un atteggiamento di apertura. «Molte famiglie passano quello che abbiamo attraversato noi. Perché io non l'ho esplorato quando ero ancora in tempo?». Randy soffre di demenza e Parkinson. Vive in clinica e le fantasie violente, come quelle documentate in una lettera alla sorella inclusa nel libro in cui immagina voler uccidere una donna, sono sempre più rare. Gli ultimi dodici anni hanno ammorbidito le sue paure e temperato l'ambizione sfrenata di Diane, così fratello e sorella, per la prima volta da quando dormivano nella stessa camera da bambini dividendo un letto a castello, hanno cominciato a passare tempo assieme.

«Volevo essere una diva. Volevo che tanta gente, tanti sconosciuti, mi amassero», scrive la Keaton: «Randy era all'opposto. Più andava avanti più diventava il barbone della strada, la chiacchiera del vicinato». Le cose sono cambiate. In una intervista al Washington Post l'attrice di «Io e Annie» racconta il suo rituale di ogni domenica quando va a trovare il fratello nella clinica. «Quando poteva camminare andavamo a prendere il gelato. Ora lo spingo sulla sedia a rotelle. Voglio avere una chance di essere una sorella migliore». 

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