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Dan Rapoport, il mistero della morte del manager anti Putin: volato da un palazzo a Washington con 2.620 dollari in tasca

La moglie Alyona, ucraina, in un'intervista, afferma di non credere alla tesi del suicidio. «Non c'è stata nessuna nota, nessun suicidio»

Dan Rapoport, il mistero della morte del manager anti Putin: volato da un palazzo a Washington con 2.620 dollari in tasca
3 Minuti di Lettura
Giovedì 18 Agosto 2022, 09:28 - Ultimo aggiornamento: 11:00

Il mistero della morte di Dan Rapoport, manager anti Putin trovato morto ai piedi di un palazzo a Washington.  La polizia della capitale statunitense sta indagando sulla decesso dell'uomo d'affari lettone americano che in passato aveva lavorato a Mosca ed era fortemente critico nei confronti di Vladimir Putin. Domenica scorsa l'investment banker è stato trovato morto, di fronte ad un elegante palazzo del centro di Washington, dalla polizia che era stata chiamata da testimoni che avevano visto un uomo gettarsi dalla finestra. L'uomo è stato trovato in possesso di 2.620 dollari in contanti, una patente della Florida ed un cellulare danneggiato nella caduta.

Dan Rapoport, chi era il manager anti Putin

Considerata la sua posizione anti Putin, le sue recenti critiche alla guerra in Ucraina - dove si era trasferito a vivere da alcuni anni - e il sostegno da lui dato al dissidente russo Alex Navalny sin dal 2010, la morte in queste circostanze misteriose di Rapoport sta destando interesse e sospetto, anche se la polizia locale finora afferma di non avere prove che facciano sospettare che si tratti di un omicidio. Ma la moglie Alyona, in un'intervista, afferma di non credere alla tesi del suicidio. «Non c'è stata nessuna nota, nessun suicidio», ha detto la donna che è ucraina. «Dan ci ha fatto uscire da Kiev e poi era ritornato per aiutare il mio Paese, poi avremmo dovuto rincontrarci negli Usa», ha aggiunto la moglie, che in un successivo post su Facebook afferma che lei e sua figlia «chiedono di rispettare la nostra privacy mentre affrontiamo questo momento estremamente difficile».

 

Gli affari

Nato 52 anni fa a Riga, quando la Lettonia faceva ancora parte dell'Unione Sovietica, Rapoport aveva lavorato in diverse istituzioni finanziarie russe negli anni novanta e 2000 prima di aprire il famoso locale Soho Rooms a Mosca nel 2007. Aveva poi lasciato la Russia nel giugno del 2012 e vissuto per alcuni anni a Washington e nel 2017 ha venduto per 5,5 milioni di dollari la sua casa ad Ivanka Trump e Jared Kushner quando la coppia si è trasferita nella capitale per andare a lavorare alla Casa Bianca con Donald Trump. Trasferitosi a Kiev nel 2016, Rapoport dopo l'inizio dell'invasione russa era citato regolarmente dai media ucraini per le sue denunce del Cremlino. Bill Browder, uomo d'affari e forte critico di Putin, ha scritto su Twitter che la morte di Rapoport è «una notizia sconvolgente» e lo definisce «uno dei primi banchieri di Mosca che abbiano pubblicamente sostenuto Navalny».

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