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Charlotte Angie, «tracce di sangue» nella casa a Brescia. Il procuratore: tenerezza i pupazzi nell'abitazione

Il procuratore: «Fanno tristezza e tenerezza i tanti pupazzi che aveva in casa»

Carol Maltesi, il sopralluogo nella casa della 26enne uccisa dal fidanzato: «Trovate tracce di sangue»
3 Minuti di Lettura
Sabato 2 Aprile 2022, 17:42 - Ultimo aggiornamento: 3 Aprile, 17:27

I peluche sul letto, le foto con il bambino, tutto perfettamente in ordine, all'apparenza lindo e pulito. Così i carabinieri della Sezione Investigativa Scientifica di Brescia hanno trovato l'appartamento di Carol Maltesi, la 26 enne uccisa a Rescaldina, nel Milanese, dal vicino di casa Davide Fontana, che si trova in carcere dopo aver confessato l'omicidio avvenuto a gennaio, mentre il corpo della ragazza è stato trovato, a pezzi, a marzo. È dal 10 gennaio che la mamma non la sentiva a voce. È stata lei stessa, intervistata dalla Vita in diretta, a far sentire l'ultimo vocale della figlia. «Sono un pò impegnata con il lavoro in queste due settimana - diceva Carol - poi quando andrà a prendere» il bambino «passerò». Da allora solo messaggi, che si è scoperto poi, erano in realtà scritti da Fontana. Le abitazioni della ventiseienne e dell'uomo - porte e finestre sbarrate dai sigilli - sono l'una accanto all'altra, all'interno di un'anonima casa di corte.​

L'appartamento di Charlotte Angie, in affitto, due piani che affacciano su via Melzi, è stato completamente ripulito dal killer, dopo aver legato Carol ad un palo da lap dance con la scusa di girare un video erotico, secondo quanto ha raccontato Fontana, e poi averla uccisa a martellate in testa. Per il primo accesso della scientifica è arrivato anche il Procuratore di Busto Arsizio (Varese) Carlo Nocerino, a cui il fascicolo di inchiesta è stato trasmesso dalla Procura di Brescia, che ha avuto competenza perché il ritrovamento dei resti della giovane, fatta a pezzi e buttata in una scarpata, è avvenuto a Borno, nel Bresciano. «Abbiamo trovato riscontri alle dichiarazioni dell'indagato nell'appartamento, sono state individuate tracce ematiche - ha detto appena terminato il sopralluogo - L'appartamento è stato totalmente ripulito dal killer, tutto accuratamente lavato, abbiamo trovato diversi stracci da periziare».

Dopo aver ammazzato Carol - per cui aveva chiesto la separazione dalla moglie e che voleva tenere accanto a sé anche se lei non voleva una relazione - Fontana l'ha fatta a pezzi usando un seghetto e un'ascia acquistati in un negozio di bricolage. Dopo aver tentato senza riuscirci di dare fuoco ai resti in uno chalet affittato sul lago Maggiore, li ha riportati a Rescaldina, dove su Amazon ha acquistato un freezer per metterceli dentro, fino a quando ha deciso di sbarazzarsene. Il congelatore dove il killer ha messo i resti della giovane vittima, «è stato posizionato al piano di sotto, un freezer molto grande rispetto alla metratura del cucinotto», ha aggiunto Nocerino. In un appartamento tirato a lucido, dove però l'odore di disinfettante e detersivo non può lavare via la crudeltà di quanto si è verificato al suo interno, ad attirare l'attenzione del Procuratore sono stati i «tanti peluche». «L'unica cosa che posso dire è che fanno tristezza e tenerezza i tanti pupazzi che aveva in casa» Carol. «La ricostruzione di come è avvenuto il delitto è ancora in itinere. L'indagato - ha concluso - verrà sentito nuovamente nei prossimi giorni».

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