Charlie Mullins, l'idraulico delle star (con la terza media): ha venduto la sua azienda per 160 milioni di euro

Charlie Mullins, l'idraulico delle star (con la terza media): ha venduto la sua azienda per 160 milioni di euro
di Chiara Bruschi
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Mercoledì 22 Settembre 2021, 06:51 - Ultimo aggiornamento: 23 Settembre, 10:27

LONDRA - Quando di anni ne aveva quindici, Charlie Mullins, figlio di un operaio e di una donna delle pulizie con cui viveva in due stanze a Camden Town, ha lasciato la scuola senza conseguire alcuna qualifica ed è stato assunto come apprendista idraulico. Per una paga misera che però è riuscito a far fruttare come pochi altri: quello che ha imparato sul campo gli ha permesso di fondare una sua azienda, la Pimlico Plumbers. Nel 1979 ha iniziato con una cassetta degli attrezzi e un furgone di seconda mano e oggi la sua società è stata venduta al colosso americano Neighborly per una cifra stimata dal Financial Times che va dai 145 ai 163 milioni di euro. Nelle tasche del fondatore, che ora di anni ne ha 68, ne finirà il 90% (il rimanente 10% appartiene ancora al figlio Scott che rimane come capo esecutivo).

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I VIP
Cifre da capogiro che hanno a che fare col grande successo dell'imprenditore londinese, molto amato dalle celebrità della Capitale: in passato si sono rivolti a lui, tra gli altri, l'ex cantante degli Oasis Liam Gallagher, lo 007 Daniel Craig, l'attrice Helen Mirren e numerosi giocatori del Chelsea. Una lunga lista di clienti di lusso in cerca di esperti in grado di rifare un impianto di riscaldamento, ristrutturare un bagno, un impianto elettrico, o far funzionare uno scarico bloccato. E la richiesta di questi servizi non è certo diminuita nell'anno del Covid, il 2020, anzi è aumentata: mentre la maggior parte delle imprese arrancava, la Pimlico Plumbers ha guadagnato 60 milioni di euro.

LA VENDITA
Coi suoi oltre 400 dipendenti e 100mila lavori ogni anno nelle case e nelle aziende dei londinesi, l'impresa di Mullins è stata molto richiesta sul mercato, non appena il suo fondatore ha deciso di metterla in vendita. Si sono fatti vivi compratori da Francia, Stati Uniti e Medio Oriente. Ad avere la meglio è stata la texana Neighborly, che negli Usa si occupa di fornire servizi simili a oltre 10 milioni di clienti. «È il momento di diventare internazionali ha detto Charlie alla BBC amerò per sempre la mia impresa, è il lavoro di una vita e quello che abbiamo raggiunto è incredibile. Neighborly la porterà un altro livello».

Se le sorti dell'azienda sembrano scritte, per quanto riguarda invece il futuro del suo fondatore le idee sono meno chiare. Di certo non andrà in pensione e «non sbloccherà più nessun gabinetto»: si vocifera di investimenti nella promozione musicale o nell'acquisto di proprietà oltremare. Difficile fare previsioni: l'idraulica è diventata la sua passione quando ha dovuto rinunciare al pugilato professionistico, nel 2015 e 2017 aveva finanziato il partito Conservatore e si era detto disposto a tutto pur di contrastare l'uscita del Regno Unito dall'UE (si era anche rifiutato di rimuovere un cartello gigante con scritto Bollocks to Brexit affisso sull'edificio che ospita la sede centrale della sua azienda) ed era poi passato al partito Liberal Democratico. Nel 2020 sembrava intenzionato a candidarsi a sindaco della Capitale da indipendente.

IL LUSSO
Una cosa è sicura: Mullins non ha mai nascosto l'amore per il lusso e la bella vita. In un'intervista aveva sottolineato di preferire di gran lunga spendere che risparmiare. «Lavoro sodo, le persone attorno a me lavorano sodo e voglio godermi quello che ho guadagnato». Tra i suoi brand preferiti ci sono Prada e Cartier, ama gli abiti su misura, le scarpe fatte a mano e la sua Bentley Mulsanne, dello stesso blu usato per i suoi furgoni della Pimlico Plumbers. Per non parlare della sua collezione di targhe personalizzate a tema idraulico che ha un valore stimato di 1,5 milioni di sterline. Quando il sito Real Business gli ha chiesto quale fosse il suo investimento migliore, però, non ha risposto citando l'auto di lusso o la villa a Marbella: «Sono i quattro anni spesi facendo l'apprendista. Quando mi alzavo ogni mattina alle 5 per arrivare in orario e dovevo ascoltare sempre qualcuno che mi diceva cosa fare e come, anche se la maggior parte delle volte ero sicuro di saperlo fare meglio».

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