Briatore e il superyacht Force Blue messo all'asta: l'imprenditore chiede 12 milioni di danni allo Stato

La vicenda comincia nel 2010, quando l'imprenditore, accusato di aver evaso circa 3,6 milioni di euro di accise sul carburante per l'imbarcazione (intestando il natante a una società di comodo e simulando l'attività di chartering, secondo gli inquirenti), subisce il sequestro dello yacht da parte della guardia di finanza

Briatore e il superyacht Force Blue messo all'asta: l'imprenditore chiede 12 milioni di danni allo Stato
di Andrea Bulleri
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Domenica 21 Agosto 2022, 17:15 - Ultimo aggiornamento: 22 Agosto, 08:30

È il 78esimo "superyacht" più grande al mondo. Il suo valore, secondo l'ex proprietario Flavio Briatore - ma pure secondo una perizia del tribunale di Genova - ammonta ad almeno 20 milioni di euro. Eppure è stato venduto all'asta per meno della metà: 7 milioni. Ed ecco che Briatore ora chiede i danni. Presentando un conto salato alle casse pubbliche: 12 milioni di euro, a titolo di atto di compensazione. 

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Caso Force Blue, la contesa

Va avanti da 12 anni la contesa sul Force Blue, lo yacht da 63 metri varato nel 2002 e acquistato dall'ex manager di Formula 1. Una diatriba tutt'altro che vicina a essere risolta, si scopre oggi. Perchè dopo la sentenza bis della Corte d'appello di Genova, che lo ha assolto dall'accusa di reati fiscali per la quale il natante gli era stato sequestrato, Briatore ora vuole indietro dallo Stato ciò che - a suo dire - gli spetta. La vicenda comincia nel 2010, quando l'imprenditore, accusato di aver evaso circa 3,6 milioni di euro di accise sul carburante per l'imbarcazione (intestando il natante a una società di comodo e simulando l'attività di chartering, secondo gli inquirenti), subisce il sequestro dello yacht da parte della guardia di finanza.

All'accusa seguono due condanne, sia in primo che in secondo grado. Motivo per cui lo yacht viene definitivamente confiscato e venduto all'asta. Ad acquistarlo, l'amico Bernie Ecclestone, per la "modica" cifra di 7,4 milioni di euro. Nel frattempo, però, l'iter processuale a carico di Briatore va avanti. Nel 2018, ecco il primo punto segnato dal patron del Twiga: la Cassazione annulla la sentenza di condanna in appello e ordina un nuovo processo a Genova (dal momento che l'imbarcazione era stata sequestrata a largo di La Spezia). Quattro anni dopo, lo scorso gennaio, Briatore è definitivamente assolto dalle accuse perché "il fatto non costituisce reato".

 

Ed ecco che la contesa sui proventi dello yacht è entrata nel vivo. Perché se Briatore ha già incassato i proventi della vendita del suo natante, ora chiede altri 12 milioni di euro. Dal momento che in base a una perizia redatta dal tribunale di Genova il valore dell'imbarcazione ammontava a oltre il doppio, circa 20 milioni. «Inaccettabile che la barca sia stata venduta prima che si arrivasse a sentenza definitiva», lamentano i legali di Briatore. Ma tant'è: i costi di manutenzione dello yacht, per le casse pubbliche, erano troppo alti. E ora il patron del Twiga chiede i danni. Con tanto di interessi.

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