Belen Rodriguez: «In Argentina vivevo vicino a una favela, un giorno ci rapinarono: ho visto la morte in faccia»

La showgirl racconta: "Mio padre frequentava la chiesa protestante, noi figli avevamo molti divieti, tra cui: vietato vedere programmi televisivi con contenuto mondano e non religioso"

Belen Rodriguez: «In Argentina vivevo vicino a una favela, un giorno ci rapinarono: ho visto la morte in faccia»
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Venerdì 30 Settembre 2022, 09:35 - Ultimo aggiornamento: 09:36

 Belen Rodriguez nell'intervista rilasciata a 7 Corriere racconta il modo in cui è arrivata al timone delle Iene, il programma di Italia 1: tartassando di chiamate l'autore Davide Parenti. E, ora, che conduce il suo programma preferito, Belen è al settimo cielo perchè lo considera «il miglior programma della televisione italiana. Il più innovativo, il più coraggioso». Nel corso dell'intervista, la showgirl argentina ha raccontato le sue origini, il traferimento in Italia e la scalata al successo. Un'infanzia difficile in Argentina, la povertà estrema e poi i primi lavori: «A 18 anni distribuivo volantini del cinema per strada. A diciannove facevo la pizzaiola in un ristorante».
 
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«Mia madre è la donna più bella che io abbia mai visto. Gli amici le dicevano di fare la modella, ma lei no, poi un giorno partecipa a una sfilata, vede le altre che si spogliano con disinvoltura, rimangono in costume, mentre lei si tiene la pelliccia. Inizio e fine della sua carriera di modella. Da lì sceglie di fare l’insegnante ai bambini disabili» racconta Belen. Ma, quando l'Argentina cade in una profonda crisi, le condizioni economiche della sua famiglia peggiorano e in breve perdono la casa, rimanendo senza un tetto. E così, la famiglia Rodriguez si trasferisce in campagna, non lontano dalla favela, inziando la nuova vita. «Siccome mio padre frequentava la chiesa protestante, noi figli avevamo molti divieti, tra cui: vietato vedere programmi televisivi con contenuto mondano e non religioso e quindi guardavamo La casa nella prateria».

 

La vita in Argentina

La vita in Argentina non è stata sempre facile per Belen. La povertà e la criminalità hanno raggiunto anche la sua famiglia.  «Un giorno arrivano da noi in otto, armati e drogati di colla. Io ero in giardino, mi prendono per i capelli, mi trascinano dentro» racconta Belen. «Ci legano, pistole puntate alla testa e ci rubano tutto: dalle tazzine di caffè alle forchette. Dalla televisione alle lenzuola. Vestiti, scarpe, mutande, il mio book fotografico da modella». E, infine, i ladri la chiamano in bagno per chiederle il contocorrente del padre. Niente panico, però, perchè la showgirl racconta: «Ho pensato: se non mi uccidono tutto il resto va bene, il resto lo posso dimenticare. «Dopo otto ore vanno via con tutte le nostre cose, ma ci lasciano vivi». Nonostante tutto, però, la conduttrice definisce la sua infanzia «meravigliosa».

I primi lavori

Ad un certo punto, Belen decide di partire e lasciare l'Argentina. «Vengo in Italia con un contratto di modella. Avevo posato in costume per un giornale e, quando la chiesa era venuta a saperlo, ci aveva scomunicato». E di là, la carriera di Belen comincia. La prima tappa in Italia è stata a Riccione dove, Belen era con altre sette ragazze, tutte senza permesso di soggiorno, istruite su cosa dire in caso di fermo. E poi gli albori da ragazza immagine, anche se le avevano detto che avrebbe fatto la modella, e poi i primi provini per la Tv. 

La famiglia

Con i primi soldi guadagnati, Belen decide di comprare una casa ai genitori. «Una casa nel posto dei ricchi, con sicurezza h24 e cancelli». Ed è così che la showgirl ha messo al sicuro la famiglia, rassicurando lei stessa. «Oggi che loro sono qui, in Italia, è come essere tornati indietro nel tempo. Domani mio padre arriva a Napoli per costruire una casa sull’albero a Santiago. Da settimane guarda tutorial su You Tube». E, ora, che ha ritrovato l'amore del marito Stefano De Martino, Belen prosegue senza sosta il cammino del successo, accerchiata dall'amore della famiglia e dei figli. 

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