Sanremo 2021, Beatrice Venezi, chi è la direttrice d'orchestra super ospite della quarta serata

Beatrice Venezi, chi è la direttrice d'orchestra che lotta contro gli stereotipi di genere: «La bacchetta è un segno di potere che uomini non cedono volentieri»
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Venerdì 5 Marzo 2021, 18:57 - Ultimo aggiornamento: 22:33

Beatrice Venezi, giovane direttrice d'orchestra di fama internazionale, co-conduce al fianco di Amadeus, Fiorello e Barbara Palombelli la quarta puntata del festival di Sanremo 2021. 31 anni, nativa di Lucca, conterranea di Giacomo Puccini, inizia a studiare pianoforte a 6 anni e debutta a 22 nella direzione d'orchestra, dando inizio ad un carriera straordinaria che la porterà a ricoprire incarichi prestigiosi in tutto il mondo: Libano, Giappone, Portogallo, Bielorussia, alcune delle tappe della sua fulminante carriera.  

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Inserita da Forbes nell’elenco dei 100 giovani under 30 leader del futuro, direttrice della Nuova Orchestra Scarlatti di Napoli, Beatrice diventa ben presto conosciuta oltre che per la sua bravura, anche per il suo non voler nascondere la propria femminilità sul palco musicale, in una lotta fatta personale contro gli stereotipi di genere. Una rivoluzione la sua, nel mondo della musica classica, dove troppo spesso le donne direttrici d'orchestra, indossano abiti appositamente poco vistosi per «per non distrarre il pubblico dall’ascolto della musica». 

 

«Non ho voglia di travestirmi da uomo per dimostrare che so dirigere un’orchestra. Non serve lo sguardo accigliato per essere autorevoli. E chi l’ha detto poi che una figura cristallizzata e ingessata sia sinonimo di professionalità? Non mollo. Rifiuto gli stereotipi della musica classica, un mondo sostanzialmente maschile, e ai pregiudizi rispondo salendo sul podio con la gonna» aveva detto Beatrice Venezi in un'intervista a Il Messaggero.

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«Mando avanti le mie battaglie. Voglio dimostrare che la musica classica è sinonimo di libertà e non di costrizione. Abbattere dall’interno i cliché e avvicinare i giovani a questo mondo di bellezza e di valori. Parlandone anche sui social, sulle riviste e in tv. Anche a Sanremo, Perché no? Ma se già così mi criticano, se andassi a un festival, mi si chiuderebbero tutte le porte» aveva detto nel 2019.

Di fronte alla domanda, sul perchè tale difficoltà culturale ad accettare una direttrice d'orchestra donna, Beatrice aveva riposto: «Un soprano non può che essere donna. Un direttore, no. La bacchetta è un segno di potere. E gli uomini non cedono volentieri il potere a una donna»

In occasione della sua presenza questa sera sul palco dell'Ariston Beatrice non nasconde una certa emozione: «Sono molto emozionata anche perché non sono molto avvezza a palchi televisivi. Mi sento una madrina di questi giovani, che ho seguito con grande attenzione e ho cercato di guidare attraverso i miei consigli. Mi ritrovo molto, mi ricordo quando ero bambina, sognavo il podio, le sale da concerto. Rivedo quell'emozione, le aspettative, i sogni, sono felice di seguirli anche in questa fase finale e curiosa del risultato finale». 

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«Se Sanremo è un pò lo specchio del nostro paese - dice - tutta questa attenzione ai giovani è un grandissimo segnale di innovazione, di modernità. i giovani non sono solo il futuro, sono già il presente dell'Italia». La presenza a Sanremo è anche l'occasione per far passare il messaggio che «la musica classica non è da vecchi: portarla in un contesto diverso dal solito è veramente importante, consente di arrivare a un pubblico più ampio, di dimostrare che un contenuto apparentemente elitario invece appartiene a tutti», sottolinea. 

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