Balotelli e la denuncia-trappola per stupro, le intercettazioni inguaiano l'avvocato e la ragazza: «Così mi compro due Ferrari»

I due avrebbero ricattato il calciatore chiedendogli 100mila euro per tacere la violenza (inesistente)

Balotelli e la denuncia-trappola per stupro, le intercettazioni inguaiano l'avvocato e la ragazza: «Così mi compro due Ferrari»
di Salvatore Riggio
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Domenica 8 Maggio 2022, 18:40 - Ultimo aggiornamento: 9 Maggio, 09:46

Avrebbero ricattato Mario Balotelli chiedendogli «mediante minaccia» centomila euro in cambio del silenzio su un presunto (e poi smentito dal gip di Brescia) stupro. Protagonisti una ragazza di Bassano del Grappa, ora 21enne, e il suo avvocato.

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Balotelli e la denuncia trappola

I particolari di questa storia, risalente al 2017, sono emersi nel processo a Vicenza per tentata estorsione in concorso a carico del legale trevigiano, Roberto Imparato, e della stessa giovane. Infatti, in aula sono spuntate delle intercettazioni e secondo quanto riportato nelle chat e nelle conversazioni, il legale avrebbe avuto in programma di comprare due Ferrari, «una gialla e una blu». Insomma, una vera e propria trappola nei confronti di Balotelli, attualmente in Turchia, all'Adana Demirspor.


«L'avvocato mi ha detto che devo dirgli (a Balotelli, ndr) che ho un trauma, che non dormo e che non vado a scuola. Devo dire ste cose a Mario. E gli devo dire che mi chieda scusa, almeno. Così lo becco in pieno», la telefonata tra la ragazza e un'amica. I soldi, alla fine, non sono mai arrivati. Adesso Balotelli vuole un risarcimento per la vicenda e si è costituito parte civile, con gli avvocati Enrico Baccaro e Vittorio Rigo, con la richiesta di 150mila euro di danni. Da quanto emergerebbe dal contenuto di cellulari, hard disk e registratore sequestrati nel gennaio 2018 e dalle intercettazioni svolte nel corso di due anni di indagini, l'avvocato era convinto di riuscire nel suo intento.


TENTATA ESTORSIONE

Come detto, i fatti risalgono al 2017. La ragazza, all'epoca minorenne (aveva 17 anni), e l'attaccante si incontrarono a Nizza, in Francia (Balotelli giocava lì, in Ligue1). In quell'occasione la ragazza avrebbe riferito di essere maggiorenne, fornendo anche la foto di un documento di identità (rivelatosi poi della cugina) come prova della maggiore età. Poco dopo, però, il ricatto. La giovane avrebbe chiesto a Balotelli centomila euro in cambio del silenzio su una presunta violenza sessuale. L'ex giocatore, tra le altre, di Inter e Milan, non cedette al ricatto e sotto consiglio dei legali si presentò negli uffici della Procura per denunciare la ragazza. La minore passò al contrattacco, denunciando la violenza sessuale per poi tentare di vendere la notizia al settimanale «Chi» tramite l'avvocato. Il direttore della rivista, Alfonso Signorini, rifiutò l'offerta del presunto scoop.


LE INTERCETTAZIONI

Secondo le intercettazioni, la ragazza e il suo legale sarebbero stati in combutta per estorcere il denaro a Mario (che, appunto, non pagò mai la cifra richiesta). Tanto convinti di portare a termine, con successo, il piano da progettate l'acquisto di due Ferrari. «Abbiamo registrato per 20 minuti avrebbe spiegato l'avvocato Roberto Imparato, dopo il confronto tra la ragazza e Balotelli, a una collega . Imparato 1 e Balotelli 0. Adesso voglio una Ferrari gialla e una blu. Abbiamo fatto 100 prove, la ragazza è un'attrice nata. Alla fine Balotelli fa pena». Nei confronti di Balotelli l'accusa di violenza sessuale era caduta già nell'agosto scorso.

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