Antonio Spadaccino, il vincitore di Tale e Quale Show: «Amadeus, ti prego, portami al Festival di Sanremo»

Parla il vincitore del programma di Rai1, che era scomparso dalle scene dopo aver conquistato “Amici” nel 2005: «È il mio riscatto, ho patito i pregiudizi»

Antonio Spadaccino, il vincitore di Tale e Quale Show: «Amadeus, ti prego, portami al Festival di Sanremo»
di Mattia Marzi
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Domenica 13 Novembre 2022, 07:35 - Ultimo aggiornamento: 14 Novembre, 09:18

«La prego, lo scriva: Amadeus, portami a Sanremo. Sto aspettando questi ultimi venti giorni che mancano all'annuncio come un bambino con il Natale. È un traguardo troppo prezioso, per me. Spero che Ama si faccia vivo»: venerdì sera ha trionfato a Tale e Quale Show 28,1% di share per la finale, pari a 4,45 milioni di spettatori dopo aver conquistato il programma di Rai1 condotto da Carlo Conti con le sue imitazioni di Marco Masini, Fausto Leali, Loredana Bertè, Riccardo Cocciante. Ma la testa di Antonino Spadaccino è già a febbraio: il 39enne cantante foggiano sogna un posto tra i big in gara al Festival di Sanremo 2023.

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Ha fatto appassionare il pubblico alla sua storia, quella di un ragazzo genuino che a causa della sua autenticità si è visto stracciare contratti discografici ed essere messo all'angolo, nonostante il talento cristallino. Era il 2005 quando a soli ventuno anni trionfò ad Amici di Maria De Filippi. Poi tante porte sbattute in faccia e occasioni mancate.


La vittoria a Tale e Quale Show è il suo riscatto?
«Sì. Peccato non averci pensato prima: Carlo Conti mi cercava da dieci anni. Non mi sentivo pronto. Da casa può sembrare tutto divertente, ma dietro le esibizioni c'è un lavoro di preparazione gigantesco: in tv non si vede».


Perché quest'anno ha accettato?
«L'ho fatto principalmente per rendere orgogliosa di me mia mamma. Soffre di Alzheimer. In un momento di lucidità mi ha detto: Devi fare cose folli, perché così io riesco a ricordarmele. Dopo la proclamazione sono corso ad abbracciarla. È di poche parole: mi è bastato il suo sorrisone. E ora voglio fare il bis con Sanremo».


Ha già mandato la canzone ad Amadeus?
«Più di una. Anche un brano scritto per me da Cristiano Malgioglio, tra i giudici del programma: una bella canzone d'amore. Spero che dopo Tale e Quale le cose cambino, per me. Dicono tutti che sono un talento incredibile, però sono vent'anni che non vedo risultati concreti. Lo ha detto anche Malgioglio: Perché Antonino non è mai arrivato a Sanremo?».


Appunto: perché?
«Non è a me che deve chiederlo. Nei miei confronti c'è stato un accanimento gratuito. Sin dagli esordi».

 


Da parte di chi?
«Gli addetti ai lavori. Nel 2005, quando vinsi Amici, i discografici guardavano con snobismo noi ex talent. Nonostante il mio primo disco avesse venduto 120 mila copie, la Sony non mi rinnovò il contratto. Nessuno mi supportava, lì. L'unico era Gianluca Guido (direttore di promozione, ndr): la sua stima non bastò a farmi rinnovare il contratto. Le radio dicevano: Il brano non è in linea con la nostra programmazione. Non una parola in più».


Poi l'atteggiamento però è cambiato.
«Certo. Ma io non ho fatto Amici due anni fa: l'ho fatto diciott'anni fa. I pregiudizi mi segnarono. E poi non ero fisicamente perfetto, come le popstar che la discografia voleva all'epoca. Fui vittima di body shaming».


Lo ha raccontato anche Tiziano Ferro nel suo documentario: pesava 111 kg e dimagrì per il successo. Racconta anche che i suoi discografici all'epoca gli sconsigliarono di fare coming out perché temevano potesse perdere pubblico: è successo anche a lei, prima del coming out del 2016?
«Sì. In maniera più sottile di quanto raccontato da Tiziano, ma non meno dolorosa. Anche perché io non avevo la popolarità che aveva lui. Il suo gesto è stato d'ispirazione per molti, me compreso».


Cosa ha fatto, in tutti questi anni?
«Di tutto: concerti nelle piazze, festival in Romania e in Turchia. Non mi sono mai dato scadenze».


Maria c'è sempre stata?
«Sempre. Nel 2012 mi richiamò ad Amici, insieme ad altri ex concorrenti. Devo dire grazie anche a Emma, che mi ha preso sotto la sua ala protettiva regalandomi quell'anno una canzone, Resta ancora un po'. Non ci siamo mai allontanati: è stata tra i primi a scrivermi, dopo la vittoria a Tale e Quale».


Sogni nel cassetto, oltre a Sanremo?
«Mi piacerebbe tornare da Maria. Anche per stare dietro le quinte, offrendo ai ragazzi un po' di supporto. Ho vissuto per primo i lati oscuri della discografia italiana e so come affrontarli».
 

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