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Amy Winehouse: «Bevo whiskey da quando avevo 12 anni». Spunta audio-choc a dieci anni dalla morte

Amy Winehouse, spunta audio-choc a dieci anni dalla morte: «Bevo whiskey da quando avevo 12 anni»
di Riccardo De Palo
4 Minuti di Lettura
Venerdì 23 Luglio 2021, 15:27 - Ultimo aggiornamento: 25 Luglio, 10:05

A dieci anni esatti dalla morte di Amy Winehouse, avvenuta il 23 luglio 2011 per un avvelenamento da alcol, spunta una registrazione audio della grande interprete soul, che ammette la gravità della sua dipendenza. «Ho cominciato a bere whiskey a 12 anni e non ho più smesso da allora», dice la cantante nel nastro ottenuto dal tabloid “Sun”. La registrazione risale al 2003, poco dopo la pubblicazione dell’album “Frank”. 

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L'audio: «Bevo tutti i giorni»

«Amo il Jack Daniel's. Lo adoro, è buonissimo. Bevo tutti i giorni, ma non sempre Jack Daniel's. Ma l’ho bevuto per qualcosa come otto anni. Succede quando sei giovane e vuoi essere un po’ più sbronzo di chiunque altro, e bevi whisky. Si sa come succede, quando sei una ragazzina». Nell'audio, Amy ammette anche di avere un debole per la vodka. 

La rivelazione arriva a una settimana dalle dichiarazioni del padre di Amy, Mitch, che aveva auspicato che la figlia fosse ricordata per i suoi successi, e per le iniziative benefiche organizzate in suo onore. La sua missione, aveva detto sempre al “Sun”, sarebbe stata di assicurarsi che la gente ricordasse sempre Amy «per il talento, la generosità e l’amore che aveva dimostrato a tutti noi, e non soltanto per i suoi problemi, le dipendenze».

La morte della cantante

I genitori della cantante, Mitch e la madre Janis, hanno fondato fa la Amy Winehouse Foundation, che ha proprio l’obiettivo di combattere l’abuso di sostanze tra i giovani. Tra le iniziative messe in campo dalla fondazione, la Amy's Place, un rifugio in cui vengono ospitate sedici giovani donne alla volta, per aiutarle nel percorso di riabilitazione e reinserimento nella vita quotidiana. Le royalties dei diritti d’autore coprono in larga parte le necessità dei genitori e della loro iniziativa benefica, perché le canzoni di Amy Winehouse continuano ad essere molto apprezzate e ascoltate.  Tuttavia, ha precisato Mitch, «darei indietro fino all’ultimo penny, pur di riavere indietro mia figlia». Si calcola che, con due soli album all'attivo, siano stati venduti 20 milioni di dischi.

Amy Winehouse è cresciuta in una famiglia ebraica, Mitch era tassista e la madre Janis farmacista. La coppia divorziò quando la futura cantante aveva dieci anni, nel 1993. Amy diventò presto una ribelle, e si racconta che arrivò a forarsi il naso da sola per mettersi un piercing.

 

Tra le iniziative per ricordare la cantante a dieci anni dalla morte, c’è anche un documentario che andrà in onda sul secondo canale della Bbc, “Reclaiming Amy”, in cui intervengono anche i genitori.  Una stilista amica dell’artista ricorda: «Sentivi di dover prenderla con te e portarla al sicuro da qualche parte, ma sarebbe stato come afferrare un gatto selvatico: ti avrebbe graffiato via gli occhi».

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