Amadeus, la festa scudetto con José per lo scudetto Inter: «Conte? É il nostro Mourinho»

Amadeus, la festa scudetto con José per lo scudetto Inter: «Conte? É il nostro Mourinho»
di Luca Uccello
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Lo scudetto numero 19 dell’Inter ha un sapore speciale per Amadeus perché arriva dopo 11 anni di grande sofferenza. Una grande gioia arrivata sul divano di casa tra urla, abbracci con suo figlio Josè (in onore di Josè Mourinho) e sua moglie Giovanna. La squadra nerazzurra, come racconta a Tv Sorrisi e Canzoni, è capace di condizionare anche l'umore del conduttore televisivo, che il 2 maggio è andato con tutta la sua famiglia a fare i caroselli per il diciannovesimo titolo.

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“Abbiamo messo sciarpe e maglie dell’Inter, io avevo quella che mi ha regalato Lukaku, siamo saliti in macchina e siamo andati in giro per Milano a strombazzare. José non aveva mai partecipato a un carosello. Nel 2009 aveva solo pochi mesi. Stavolta si è goduto la festa. E mi ha detto: «Papà, è uno dei giorni più belli della mia vita...”».

Amadeus è fatto così, è un tifoso vero, uno di quelli passionali che non riesce a essere distaccato. «Se l’Inter perde sono di umore cupo. Poi non è che per questo io rovini la giornata a chi mi sta accanto: riesco a dare delle priorità!». Certo «Il giorno dopo cerco di farmelo passare. Ma mi devo sforzare». Meglio che vinca allora «così mi va bene tutto quello che mi propongono».

Come tutti i tifosi, anche Amadeus ha i suoi riti scaramantici quando guarda le partite dell'Inter in casa: «Sto in piedi. E se l’Inter segna, rimango immobile nella posizione in cui ero al momento del gol. Non la guardo mai con persone che non tifino Inter, non voglio nessuno che venga a “gufare” a casa mia, altrimenti rischio di litigare: parenti o amici che siano, non guardo in faccia a nessuno. Io parlo, urlo, inveisco, mi arrabbio, esulto, grido. Insomma, non mi tengo». Insomma irriconoscibile.

Suo figlio Josè gioca a calcio, fa il portiere negli esordienti della sua Inter. Non perdo mai una sua partita. Cammino avan- ti e indietro a bordo campo, mi isolo, non voglio sentire i commenti di nessuno. Poi quando José dal campo mi guarda, sfodero un sorrisone sereno perché non voglio mettergli pressione. Ma dentro soffro…».

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Il suo giocatore preferito in assoluto è Ronaldo, il fenomeno, ora invece si chiama Lukaku. Di rado, racconta ancora allo storico settimanale televisivo, di aver visto giocatori così potenti e così veloci allo stesso tempo. La cosa più pazza che ha fatto per l’Inter? Nel 2020 finisce il Festival di Sanremo il sabato notte, la domenica c’era il derby e Amadeus si è messo in macchina ed è andato direttamente allo stadio, con tutti i bagagli, senza passare da casa.

Proprio Mourinho ha sconvolto il mondo del calcio andando alla Roma: «Ha fatto un bel colpo, è l’allenatore giusto per riaccendere la luce. Una punta di gelosia la confesso, Mourinho ha dato il massimo all’Inter e noi tifosi gli vorremo sempre bene». Infine tra i ricordi della notte di Madrid, Amadeus ha parole di elogio anche per Antonio Conte: «La finale di Champions contro il Bayern Monaco a Madrid nel 2010, quella del triplete l’avrò vista almeno 20 volte, è sempre una gioia. L’ho fatta vedere anche a José, lui mi ha detto: “Quell’Inter era fortissima, torneremo mai a essere così forti?". Con Antonio Conte siamo sulla strada giusta».

Martedì 11 Maggio 2021, 18:56
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