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Morto Abraham Yehoshua, ​scrittore israeliano di fama internazionale: aveva 85 anni

Domani i funerali

Morto Abraham Yehoshua, scrittore israeliano di fama internazionale: aveva 85 anni
4 Minuti di Lettura
Martedì 14 Giugno 2022, 08:24 - Ultimo aggiornamento: 16 Giugno, 09:04

Abraham Yehoshua, scrittore israeliano di fama internazionale, è morto questa mattina. Lo ha annunciato l'ospedale Ichilov di Tel Aviv. I funerali si svolgeranno domani. Aveva 85 anni.

 

Il conflitto Israele-Palestina

Per decenni Yehoshua era stato un fervente paladino di una soluzione negoziata del conflitto fra Israele ed i palestinesi, assieme con due altri celebri scrittori israeliani: Amos Oz (deceduto nel dicembre 2018) e David Grossman. Nel tempo i tre erano divenuti un punto di riferimento costante per la sinistra sionista ed il loro parere era stato spesso richiesto - in Israele e all'estero - sugli avvenimenti correnti. In Italia Yehoshua era molto amato e molti suoi libri sono stati tradotti. Fra questi: 'Il signor Mani', 'Viaggio alla fine del millennio', 'Elogio della normalità', L'amante', 'Fuoco amicò, 'Un divorzio tardivo' e 'La figlia unica'. Dopo un matrimonio durato oltre 50 anni nel 2016 era rimasto vedovo, cosa che lo aveva molto prostrato. Nelle ultime interviste, rilasciate mentre sapeva di essere gravemente ammalato, aveva affermato di attendere la morte con serenità, anche se si diceva molto preoccupato per il futuro politico e sociale di Israele. I funerali si svolgeranno nel pomeriggio in un cimitero laico a sud di Haifa. Yehoshua lascia tre figli e sette nipoti.

Abraham Yehoshua, chi era

Appena terminato il servizio militare, Yehoshua ha iniziato a pubblicare opere di narrativa. Il suo primo libro, una raccolta di racconti, Mot Hazaken (La morte del vecchio), uscì nel 1962. Come figura di spicco nella "New Wave" degli scrittori israeliani, contribuì a spostare l'attenzione sull'individuo e sui rapporti interpersonali piuttosto che sui gruppi e sulle collettività. Al centro del pensiero e dell'opera di Yehoshua si trova la questione del rapporto tra popoli diversi, che hanno religioni e culture differenti. I suoi personaggi sperimentano in forme a volte drammatiche, spesso tormentate, la difficoltà di costruire relazioni umane autentiche che non si lascino incasellare nel pregiudizio o nell'intolleranza. Questo tema, di evidente attualità, trova anche una proiezione storica: in Viaggio alla fine del millennio si incontra un modo di costruire le relazioni tra Ebrei, Arabi, Europei diverso e più aperto di quanto accada nel presente. Nel Signor Mani sono più d'uno i contesti storici rappresentati, con sfaccettature varie e sorprendenti.

I rapporti familiari

Un altro tema costante nei suoi libri è l'analisi dei rapporti familiari. I personaggi sono inseriti in una rete di relazioni di parentela, in cui si incontrano le diverse generazioni e vengono esplorati i rapporti tra padre e figlio, tra nonno e nipote, e soprattutto tra marito e moglie. Spesso queste relazioni sono rese difficili dalla lontananza, o dalla incomprensione, o da un "non detto" che addolora e induce all'autocritica il personaggio principale (che spesso è un uomo di mezza età: forse un tratto autobiografico). L'amore coniugale è oggetto di particolare analisi, in quanto non fondato su un legame di sangue e perciò tale da dover essere continuamente rimesso in gioco, giorno per giorno, nelle situazioni più diverse. Yehoshua ritiene infatti che il rapporto di coppia sia il legame più difficile da "tenere in piedi" e perciò quello che va più approfondito. Nel rappresentare situazioni a volte anche potenzialmente scabrose, la parola di Yehoshua è tuttavia semplice, comprensiva, priva di morbosità. Non a caso Yehoshua viene spesso definito il simbolo della complessità ebraica: sentimenti amorosi, religione e fede, ideologia politica e routine quotidiana costituiscono un unicum nei suoi scritti e tutto ciò si trova sempre ben contestualizzato nella dimensione storica dello Stato d'Israele e nel mondo ebraico.

Lo stile di questo scrittore non si lascia definire in modo univoco; al contrario, da un romanzo all'altro Yehoshua adotta modalità narrative diverse. Dal racconto ininterrotto in terza persona, senza dialogo, al dialogo "con una voce sottintesa"; dall'identificazione dei diversi capitoli con i punti di vista di altrettanti personaggi, alla narrazione in prima persona, fino alla costruzione bipartita, a "duetto", come recita il sottotitolo del romanzo Fuoco amico, lo scrittore opera una notevole varietà di scelte stilistiche. Non viene meno tuttavia la coerenza di un linguaggio curato, ricco, capace di dar vita a descrizioni di alta espressività o ad approfondimenti psicologici molto intensi.

In un colloquio con Wlodek Goldkorn, racconta che sta lavorando ad un nuovo romanzo dove si narra dell'essere nonni e dell'incertezza della memoria.

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