Diario dell'ipertensione tutti i dati in una app

Diario dell'ipertensione tutti i dati in una app
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Mercoledì 8 Ottobre 2014, 05:51

TECNOLOGIA
Arriva “What is app”. Da domani gli italiani potranno scaricare la prima applicazione sanitaria per smartphone e tablet dedicata alla pressione e creata dalla Società italiana di ipertensione arteriosa. La nuova app sarà presentata nei prossimi giorni al congresso nazionale che si svolgerà a Bologna.
Inserendo i propri valori il paziente ha la possibilità di visualizzare in tempo reale l'andamento della pressione e tenere un diario digitale da mostrare al medico a ogni controllo. Attraverso lo strumento i pazienti potranno ricevere informazioni sulla ipertensione, ma anche visualizzare il centro specialistico più vicino, avendo a disposizione orari e numeri di telefono. Una pagina è dedicata ai giovani dal momento che proprio tra gli under 35 sta crescendo il numero dei pazienti.
«Si tende a immaginare i giovani come persone sane – spiega Martina Rosticci, rappresentante del Gruppo giovani ricercatori creato nella Società di ipertensione - e stupisce scoprire che anche i ragazzi sono affetti da una patologia che si pensa essere prerogativa dei genitori, se non addirittura dei nonni». A smentire questa convinzione ci pensano gli ultimi dati pubblicati nel National Longitudinal Study of Adolescent Health, nei quali si evidenzia che un giovane adulto su cinque in Usa è affetto da ipertensione e la stessa situazione sembra essere presente a livello europeo.
LE INFORMAZIONI
«La necessità di comprendere a fondo il problema e tutte le sue implicazioni ha portato la società scientifica a creare questa app – aggiunge Claudio Borghi, presidente della Siia - Attorno all'ipertensione ruotano una serie di questioni come la valutazione sistematica dei propri valori, la possibilità di avere accesso ad informazioni valide e di identificare centri ed ambulatori». L'ipertensione colpisce in Italia in media il 33% degli uomini e il 31% delle donne. Il 19% degli uomini e il 14% delle donne sono a rischio.
Antonio Caperna
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