Ingoia la droga di papà, bimbo di un anno rischia di morire

Ingoia la droga di papà, bimbo di un anno rischia di morire
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Venerdì 3 Dicembre 2021, 05:01

LA STORIA
Ha rischiato di morire che neanche aveva compiuto un anno. Nell'unico luogo al mondo in cui dovrebbe stare al sicuro, a casa con mamma e papà. E invece no, perché tra le cose di mamma e papà c'è una busta di droga. Marijuana, per l'esattezza. Che rientrerà anche nella categoria leggere ma che se finisce in mano a un bambino può essere particolarmente pericolosa. Perché il piccolo, preso dalla curiosità, può anche decidere di assaggiare quella cosa verde dall'odore forte.
Questo, all'incirca, è quanto sarebbe accaduto in quell'appartamento di Corciano e ora i giovani genitori (28 anni lui, 24 lei, difesi dall'avvocato Massimo Brazzi) finiscono sotto processo con l'accusa di lesioni personali colpose aggravate. Una brutta storia, che si consuma in una giornata di fine giugno 2019. Il piccolo, nato poco meno di un anno prima, secondo quanto ricostruito ingerisce la marijuana presumibilmente detenuta in casa dal padre, e dopo poco si sente male. Immediata la corsa in ospedale, con il bambino che rischia seriamente la vita.
È quanto scritto nella richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla procura nei confronti dei due che, secondo l'accusa, «in cooperazione colposa e in concorso tra loro, quali genitori del minore, per colpa consistita in imprudenza e negligenza, consentendo o comunque non avendo impedito allo stesso di ingerire sostanza stupefacente, presumibilmente marijuana utilizzata dal padre» hanno provocato al piccolo «una malattia che ha portato il minore in pericolo di vita, scampato solo dopo il ricovero in ospedale e la somministrazione delle cure mediche appropriate». In particolare, una tempestiva lavanda gastrica ha permesso al piccolo di salvarsi. Ma non certo di uscire indenne da questa bruttissima avventura causata dai suoi giovani ed evidentemente disattenti genitori, dal momento che il bambino qualche conseguenza l'ha avuta. Scrive il pubblico ministero: «Lesioni personali consistite in lieve rallentamento ideomotorio». Insomma, in ospedale è stato salvato dalla morte grazie all'intervento tempestivo del personale medico sanitario che l'ha preso in consegna, ma purtroppo il comportamento scellerato di mamma e papà gli ha causato delle problematiche che difficilmente se ne andranno del tutto. Genitori che ovviamente avranno modo nel corso del dibattimento di raccontare la propria versione dei fatti, con l'inizio del processo davanti al giudice Francesco Loschi fissato per il prossimo otto luglio. I due, vista anche l'aggravante che gli viene contestata, rischiano una condanna da tre a sette anni.
Egle Priolo

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