E il boss si vantava così: Cola l'ho messo io in Finmeccanica

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Sabato 6 Dicembre 2014, 06:26

IL RETROSCENA
ROMA Non è salito ai vertici di Finmeccanica. Ma c'è arrivato davvero vicino. E' lo stesso Massimo Carminati, il Cecato, a raccontare quanto è arrivato in alto nella gestione della più grande azienda ancora a maggioranza pubblica.
Lo fa chiacchierando nel suo quartiere generale, il distributore Ip di Corso Francia, con l'ex direttore commerciale di piazza Montegrappa, Paolo Pozzessere. E' il 13 giugno 2013, e da poco è finito in carcere Riccardo Mancini, uomo di riferimento per gli affari della mafia capitale. Carminati non ha problemi ad ammettere che è stato lui a presentare Lorenzo Cola alle persone giuste, quando questo era il braccio destro dell'ad Guarguaglini.
«DICONO CHE DECIDO TUTTO»

Carminati: «E' chiaro che se io ho presentato, per dire a Cola qualcuno..Poi loro dicono “no... dietro...” la solita cazz, “Grande Fratello…”! Eh, va be'.. tutte ‘ste minchiate» Pozzessere: «L'appuntamento...»; Carminati: «E lo sanno che (con Riccardo Mancini ndr) ce conosciamo da trent'anni, tanto è vero che a me dicono “come mai solo a te?”. Abbiamo fatto le rapine. Io con Riccardo ho pigliato pure le sveglie. Non è perché è un grassone...»; Carminati: «Mo tutti fanno finta di non conoscere Cola, ma Cola entrava con i piedi a da' i calci alle porte là, Cola era un personaggio, si vedeva».
LO SFOGO DI POZZESSERE

La conversazione spazia, i due commentano la figura di Guarguaglini, che a detta di Carminati era «uno valido», che «si occupava sostanzialmente di Telecom». Paolo Pozzessere parla anche di Sergio Di Gregorio, attualmente protagonista a Napoli del processo sulla compravendita di parlamentari da parte di Berlusconi. Pozzessere: «Di Gregorio me veniva a trova'....» Carminati: «Che latrineria eh?» Pozzessere: «Basta guardarlo in faccia ... penso che abbia abbuscato pure da noi... perché lui è stato presidente della Commissione Difesa al Senato, chiedeva in continuazione...». C'è anche spazio per Berlusconi ed Esteban Caselli, eletto all'estero e finito nell'inchiesta su Finmeccanica a Napoli. Pozzessere: «Senti questa.. mi chiama Berlusconi, il Presidente le deve parlare, mi alzo stavo a tavola...mi fa "senti Paolo ci sarebbe un mio carissimo amico, una persona specchiata”»; Carminati: «Se la presenti te? Brutto c...» Pozzessere: «Specchiata e “che ha delle forti aderenze in Indonesia e ti voleva dare dei suggerimenti, te lo passo". Come fai a dirgli di no?».
CALORE PER MANCINI

Certo è che, proprio il ruolo di Riccardo Mancini sembra preoccupare l'organizzazione, specie quand quest'ultimo finisce in carcere. Come ha dimostrato questa inchiesta, in cui lo stesso Mancini è accusato di associazione mafiosa, il suo ruolo era fondamentale per tutto ciò che toccava gli appalti provenienti da Eur Spa, posizione da cui avrebbe favorito anche le richieste di Cola. E infatti quando lo arrestano Salvatore Buzzi è inquieto. Buzzi: «Comunque se sta a comportà bene, però quando l'hanno arrestato un pò de paura ce l'hai no...» Campennì (un collaboratore): «Si ma poi là dentro gli ho fatto trovare un pò di calore (secondo i pm si tratta di utilità economiche ndr)» Buzzi: «Non usciva dalla cella s'era messo paura, perché lui era abituato bene. Era abituato con quattro domestiche». L'organizzazione, è l'accusa dei pm Michele Prestipino Paolo Ielo, Giuseppe Cascini e Luca Tescaroli, avrebbe fatto in modo di affiancargli un avvocato che lo convincesse a mantenere il silenzio.
Sara Menafra
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