Irlanda, il viaggio si fa serial

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Al gioco del trono si vince o si muore. E anche chi guarda fa sul serio. Da quando va in onda la serie tv “Il Trono di Spade”, c'è chi tiene draghi in giardino, chiama le figlie Khaleesi e Arya, e parte per l'Irlanda per vedere dal vivo i Sette Regni. Il turismo è cresciuto esponenzialmente nell'isola, gruppi di fan con mappa alla mano, pellegrinano per castelli, rovine e baie, cercando di ricordare il nome di quel personaggio minore apparso in uno dei vecchi episodi. Esiste il tour organizzato dalla agenzia McComb's (da uno a tre giorni là dove sono state girate le scene), e Philip, la guida, è talmente appassionato della saga fantasy che ha ottenuto il ruolo di comparsa nella prossima stagione e gli sarà concessa una battuta. I visitatori arrivano da tutto il mondo e sono arci-preparati, conoscono ogni dettaglio della intricata storia e più d'uno parla Dothraki, la lingua inventata dallo scrittore George R.R.Martin.
Ma l'Irlanda è terra magica, in grado di stupire senza effetti speciali, perciò il viaggio di spade si può affrontare anche da soli. Meglio se con il maltempo. Quasi tutti i set sono naturali, a cielo aperto e l'ingresso non si paga.
IL TOUR
Partenza da Dublino allora, puntando a nord. A un'ora di distanza si incontra subito il Tollymore Forest Park, usato per la solida roccaforte di Grande Inverno. È il bosco stregato dove Ned Stark trovò i cuccioli di metalupo e dove i Guardiani della Notte incontrarono lo spaventoso Estraneo. Qui è stata girata la prima scena del primo episodio. Proseguendo sulla strada si trovano Inch Abbey, l'abbazia della Terra dei Fiumi, e Castle Ward, anche questo usato per Casa Stark. Il villaggio in pietra con la torre dell'orologio è rimasto intatto e la agenzia Clearsky organizza lezioni di tiro con l'arco in costume medievale.
Tutta la contea è fiabesca e aveva già colpito la fantasia di C.S. Lewis per ambientare “Le cronache di Narnia”. A Belfast, di fronte al museo del Titanic, sorgono gli studi dove sono stati realizzati gli interni. Qui c'è la sala di Approdo del Re, visitata quest'estate anche dalla Regina Elisabetta. Il set è blindato, impossibile varcare la soglia. Entrando nell'ufficio di produzione, dove le pareti sono tappezzate da gigantografie dei protagonisti, scopriamo che le riprese sono in corso. Gli attori sono dentro, tutto il giorno, e ci resteranno fino al 22 dicembre, data ufficiale di fine riprese. Per le strade della città, le orchestrine suonano a ripetizione la sigla composta da Ramin Djawadi, già rifatta in mille modi sul web e dalla Guardia Reale di Buckingham Palace.
Da Belfast si raggiunge facilmente ogni angolo della contea di Antrim, ovvero il continente di Westeros: la piana di Cairncastle, Glenarm, dove il laboratorio The Steensons crea i gioielli della serie, dalla corona di Re Joffery ai fermagli di Daenerys. La cava di Magheramorne è parte del Castello Nero, presso la Barriera, Larrybane è Capo Tempesta, Shillanavogy Valley è il mare d'erba attraversato dal popolo Dothraki, le cave di Cushendun sono le grotte a filo mare dove la sacerdotessa Melisandra partorisce la creatura d'ombra.
NIENTE PUBBLICITÀ
Qualche chilometro oltre, ecco Ballintoy, un minuscolo porto che, potere della post-produzione, è servito a creare le aspre Isole di Ferro. Questo è l'unico luogo del tour che azzarda un riferimento esplicito alla serie tv, con una targa di Theon Greyjoy. La HBO si tiene stretta i diritti di immagine. In tutta Irlanda non vedrete pubblicità, cartelloni, segnali, loghi, magliette e souvenir. Tutto rimanda alla saga, ma in clandestinità, per non avere guai legali. In paese, da un mese, il pub-hotel Fullerton Arms ha adibito la sala Game Of Thrones, con mappe alle pareti e trono centrale. Resterà finché gli sarà concesso. I gestori sono giovani e molto grati perché la serie ha portato lavoro e vita. In queste camere ha soggiornato il team delle prime stagioni. Le star no. Loro andavano e venivano in pullman giornalmente da Belfast.
La visita continua a Dunluce Castle, Downhill Strand e Mussenden Temple, la Roccia del Drago, e nella campagna di Armoy, dove la regia è tutta della natura. Nessun ritocco al computer per Dark Hedges, le siepi oscure, il viale di faggi ricurvi che formano il tunnel noto come la Strada del Re, dove Arya si traveste da ragazzo per evitare di essere catturata da ladri e banditi.
I Sette Regni sono più reali di quanto si creda e li ritroveremo nella quinta stagione in onda da aprile 2015. Winter is coming, l'inverno sta arrivando.
Simona Orlando
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Lunedì 29 Settembre 2014, 06:09