Lauree a attestazioni false, nei guai Andrea Bennato: è ai domiciliari

Lauree a attestazioni false, nei guai Andrea Bennato: è ai domiciliari
di Mirko Macaro
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Venerdì 8 Aprile 2022, 09:08

Lauree di università straniere e italiane, abilitazioni per insegnanti di sostegno e operatori socio-sanitari, certificati di conoscenza della lingua inglese. Tutto col trucco, però: secondo le indagini i corsi erano fantasma, la relativa documentazione carta straccia. Mentre in alcuni casi le attività formative non erano riconosciute dalle istituzioni, in altri i titoli erano rilasciati senza aver frequentato alcun corso o svolto esami. Un presunto sistema finto al centro dell'inchiesta Lucignolo, condotta dalla guardia di finanza del Comando provinciale di Reggio Calabria e scattata ieri portando a dieci misure cautelari e sequestri patrimoniali, arrivando a toccare anche la provincia di Latina: tra i destinatari delle ordinanze restrittive figura l'imprenditore di Terracina Andrea Bennato, posto agli arresti domiciliari. Un indagato finora noto alle cronache soprattutto per il suo impegno nella politica locale: consigliere comunale nell'ultima maggioranza di centrodestra guidata dal sindaco Nicola Procaccini, prima in quota alla lista Sciscione, poi entrato in Fratelli d'Italia, gestendo anche le deleghe a Grandi eventi e gemellaggi, alle ultime amministrative aveva cavalcato l'antipolitica e si era candidato come sindaco alla testa dei Gilet arancioni. Mettendo però da parte ogni aspirazione allo scranno di primo cittadino ancor prima di cominciare, venendo escluso dalla competizione elettorale dal Consiglio di stato, decisione legata a un patteggiamento per droga risalente agli anni 90.

Ora il nuovo incidente di percorso. Bennato, che in città gestisce lo Sportello centro unico servizi utili, farebbe parte di un'associazione a delinquere finalizzata alla commissione di truffe, falsi ed autoriciclaggio. L'ex consigliere avrebbe contribuito al sodalizio a monte, garantendo la filiera attraverso una serie di certificazioni abilitanti farlocche emesse proprio tramite il suo sportello. Nel corso delle indagini sono tra l'altro emersi rapporti diretti con Fortunata Giada Modaffari, 31enne calabrese di Condofuri, finita in carcere e considerata insieme alla madre e alla sorella al vertice del sodalizio criminale. Ritenuto attivo dal 2016 e con ramificazioni da una parte all'altra d'Italia: oltre a Bennato, vi avrebbero fatto parte soggetti residenti nella Locride, a Roma, Trani, Rho e nell'Agrigentino. Otto, quelli finiti in manette, mentre altri due sono stati destinatari di obbligo di dimora. Come spiegato dalle Fiamme gialle coordinate dal comandante Nunzio Difonzo, operavano «dietro la parvenza di un finto centro di formazione internazionale», l'Unimorfe. Un giro che avrebbe fruttato milioni, tanto che ieri si è proceduto al sequestro preventivo di rapporti finanziari e due immobili per un valore complessivo di 3 milioni e 200 mila euro. Centinaia, da quanto emerso, le persone raggirate.
Mirko Macaro
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