Vaccinazioni al teatro San Francesco di Latina, un messaggio di speranza

Vaccinazioni al teatro San Francesco di Latina, un messaggio di speranza
di Rita Cammarone
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Venerdì 9 Aprile 2021, 05:03 - Ultimo aggiornamento: 16:41

Un luogo di vita quotidiana adibito per scelta a centro vaccinale operativo anti-Covid, simbolo di rinascita e speranza per il prossimo futuro. Così, ieri mattina a Latina, il teatro San Francesco, dell'omonima parrocchia di via dei Cappuccini, ha spalancato le porte alle vaccinazioni Astrazeneca. «In agenda 130 inoculazioni al giorno, dalle 8 alle 14, e dal prossimo mese il servizio sarà raddoppiato con estensione dell'orario fino alle 20 con l'avvio della somministrazione delle seconde dosi, per un totale di 260 inoculazioni da mattina a sera», ha spiegato il dottor Loreto Bevilacqua responsabile della campagna vaccinale della Asl di Latina. Dal 12 aprile anche la vaccinazione Pfizer cambierà sede operativa, con trasferimento del servizio dal tendone allestito all'esterno dell'ospedale Goretti al centro anziani Vittorio Veneto «dove sono previste circa 300 inoculazioni al giorno, tra prime e seconde dosi».


LA SEDE
In via dei Cappuccini ieri la macchina organizzativa ha funzionato alla perfezione, non soltanto da un punto di vista sanitario, grazie alla collaborazione di due impeccabili operatori, il parroco padre Giovanni Ferri e il dottor Enzo De Amicis, presidente dell'associazione Valore Salute, che in questi giorni si sono fatti in quattro perché fosse tutto a puntino. Anche l'ampio parcheggio del complesso parrocchiale e i servizi igienici sono stati messi a disposizione degli utenti. Nello spiazzo antistante il teatro, all'interno del quale viene somministrato il farmaco, sono state sistemate decine di sedie per una più comoda attesa favorita dall'ombra delle alberature.
La nuova sede per le vaccinazioni Astrazenca, inaugurata ieri alla presenza delle autorità, rientra tra le strutture edilizie ecclesiali, non liturgiche, che la Diocesi di Latina-Terracina-Sezze-Priverno ha offerto alla Asl per favorire i programmi di vaccinazione contro il Coronavirus. «Possiamo imparare a lavorare insieme nella ordinarietà della vita, in tutti i campi. Collaborare e lavorare insieme è il compito che abbiamo per il futuro, anche dopo la pandemia», ha detto il vescovo Mariano Crociata ricordando anche le parole di Papa Francesco sulla solidarietà come strada da percorrere verso un modo post-pandemia.
«Ringraziamo la Curia per la disponibilità che ci ha dato di questo luogo, che è anche fortemente simbolico e questo ci fa piacere - ha commentato il direttore generale della Asl pontina, Silvia Cavalli - E' stata una scelta quella di unire il momento della vaccinazione, che rappresenta una rinascita e una speranza per tutta la popolazione, a dei luoghi che accompagnano la nostra vita che sia di cultura, che sia dedicata al culto, alla vita quotidiana, come i centri commerciali. In realtà sono i vari luoghi di vita dove stiamo cercando di posizionare i centri vaccinali. Questo è un centro Astrazeneca». Il Dg della sanità pontina ha spiegato che la raccomandazione dell'altro ieri dell'Ema, sull'uso del farmaco per gli over 60, «non è una restrizione». «Nei prossimi giorni ha detto - usciranno anche una serie di indicazioni magari di maggior dettaglio. Il farmaco Astrazeneca fa parte dei vaccini che abbiamo a disposizione. Crediamo alla vaccinazione quale elemento che ci dovrà portare fuori da questa situazione così critica», ha aggiunto riferendosi alla pressione dei ricoverati sulla rete ospedaliera. «Per il secondo giorno i dati sui contagi sono in calo, speriamo sia il segno che stiamo uscendo dalla terza ondata», ha concluso la direttrice Cavalli. Purtroppo smentita nel pomeriggio dal raddoppio dei contagi. In merito alla raccomandazione dell'Ema Bevilacqua ha chiarito che al momento non sono previste riprogrammazioni delle vaccinazioni Astrazeneca, che interessano finora gli over 64: «Chi è più giovane e ha fatto la prima dose può fare anche la seconda».


LE AUTORITÀ
A tagliare simbolicamente il nastro della nuova sede anche il sindaco Damiano Coletta e il prefetto Maurizio Falco, oltre al consigliere regionale Enrico Forte, alla presenza del questore Michele Spina, del colonnello Lorenzo D'Avola, comandante provinciale dell'Arma dei carabinieri, del capitano Gerardo Todaro e del maresciallo Luigi Raccioppoli in rappresentanza del comando della Guardia di Finanza. Il sindaco Coletta ha colto l'occasione per sottolineare «sia l'importanza della collaborazione istituzionale per il bene della collettività, tra cui rientra anche la messa a disposizione dei locali, sia l'importanza della campagna vaccinale che deve proseguire senza indugi». Per il prefetto Falco la collaborazione che ha portato a fare del teatro un centro vaccinale «è un progetto di apertura da condividere». «Dobbiamo prepararci ha detto il prefetto - sempre di più alla collaborazione per riorganizzare l'aspetto economico-sociale. E' necessario accorciare le distanze tra lo Stato e il cittadino. Questo è un qualcosa in cui crediamo».

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