TERRACINA
Paventando pesanti ritorsioni ha costretto l'ex moglie, vessata per

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Domenica 17 Ottobre 2021, 05:03

TERRACINA
Paventando pesanti ritorsioni ha costretto l'ex moglie, vessata per anni, a supportarlo nelle pratiche per rinnovare il permesso di soggiorno: dovevano fingersi ancora sposati. Ma alla fine per l'uomo sono arrivate le manette. Scattate per il concreto pericolo di fuga all'estero: giusto una manciata di ore e il destinatario della misura restrittiva si sarebbe imbarcato su un volo di sola andata per Tunisi. Eventualità sventata grazie al fiuto investigativo di polizia e carabinieri di Terracina, unito alla prontezza della Procura. Protagonista un 39enne tunisino sottoposto venerdì pomeriggio a un fermo indiziario per una serie di reati legati alle manovre per l'ottenimento dell'agognato documento: è accusato di maltrattamenti in famiglia, minaccia per costringere a commettere reato, false attestazioni a pubblico ufficiale e falso ideologico finalizzato a indurre in errore il pubblico ufficiale. Senza contare che, su tutt'altro piano, l'uomo è indagato per presunte violenze sessuali ai danni dei due figli, minori di 10 anni. Un fascicolo aperto dopo una denuncia dell'ex consorte e madre dei ragazzini, presentatasi a inizio settimana al Comando locale dell'Arma. Il sospetto della donna è che tra il 2018 e il 2019 approfittando della sua temporanea assenza l'ex marito li abbia costretti a subìre ripetuti palpeggiamenti. Episodi che si sarebbero alternati con continui soprusi nei confronti della moglie, anche lei tunisina. In casa, secondo quanto riferito alle autorità, si sarebbe a lungo vissuta un'atmosfera infernale. Che sembrava ormai alle spalle da un paio d'anni, vale a dire dal trasferimento del 39enne in Francia, con il resto della famiglia rimasto a Terracina. L'incubo si è ripalesato negli ultimi tempi, quando l'uomo è tornato in città. Con un obiettivo: completare la procedura per il rinnovo del permesso di soggiorno. Motivo per cui di recente la coppia si è presentata al Commissariato. Si dovevano completare gli ultimi passaggi burocratici per il rilascio del titolo, con la donna ad avallare il ricongiungimento per motivi familiari. In realtà - è emerso dalle indagini congiunte di polizia e carabinieri - la malcapitata era stata costretta a confermare l'unione matrimoniale a suon di minacce. Circostanza che proprio sul filo di lana ha quindi portato al fermo emesso dal procuratore aggiunto Carlo Lasperanza.
Mirko Macaro
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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