Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Sonnino inaugura la via dello Sciopero a rovescio

Sonnino inaugura la via dello Sciopero a rovescio
di Marco Cusumano
3 Minuti di Lettura
Martedì 26 Aprile 2022, 17:00 - Ultimo aggiornamento: 27 Aprile, 08:57


Una strada costruita per protesta, nel 1951, diventerà via dello sciopero a rovescio. Il primo maggio, nel giorno della Festa dei Lavoratori, il Comune di Sonnino intitolerà il tratto di strada realizzato dai disoccupati durante le manifestazioni che interessarono diversi paesi dei monti Lepini all'inizio degli anni cinquanta. La storia dello sciopero di Sonnino è stata ricostruita grazie a un capillare lavoro di ricerca portato avanti da Diego Altobelli, copywriter 41enne, che ha scavato negli archivi per ricostruite gli avvenimenti di quegli anni, soprattutto attraverso interviste e video storici. Il sindaco Luciano De Angelis, dopo aver visto il materiale raccolto da Altobelli, ha deciso di rinominare la strada che si chiamerà via dello Sciopero a Rovescio. Le azioni di protesta collettive furono organizzate dalla Cgil e coordinate dal Pci per attirare l'attenzione sulle condizioni di vita disagiate e senza prospettive di lavoro degli abitanti dei paesi più piccoli. I disoccupati si univano volontariamente per realizzare, senza alcun compenso, un'opera pubblica utile alla comunità.

Nei paesi dei Monti Lepini furono realizzate diverse strade ma in altre zone d'Italia anche dighe e mezzi di locomozione, come il trattore costruito dagli scioperanti di Reggio Emilia, l'automobile, costruita a Torino e, addirittura, la nave varata dai cantieristi di Sestri Ponente. I disoccupati che partecipavano agli scioperi a rovescio speravano così di ottenere un lavoro e vivere in maniera più dignitosa. I Governi di allora, però, spesso risposero inviando le Forze dell'ordine e arrestando i manifestanti e così, di queste strade, in poco tempo, se ne perse la memoria. Come avvenne anche per la strada di Sonnino che si interrompe a pochi chilometri dal centro abitato in una delle colline che circondano il paese.


«Questi scioperi - spiega Diego Altobelli - ebbero una risonanza nell'immaginario e contribuirono a preparare il terreno per le future lotte e rivendicazioni sindacali degli anni successivi». A distanza di 70 anni, per celebrare la ricorrenza di questo sciopero che vide partecipare numerose famiglie sonninesi, il Comune ha organizzato in collaborazione con il Museo delle Terre di Confine due giorni di eventi. Sabato 30 aprile, è previsto un incontro alle 16.30 presso l'Auditorium San Marco in piazza Garibaldi con il sindaco Luciano De Angelis, Diego Altobelli che ha contribuito al ritrovamento delle immagini degli scioperanti realizzate nel 1952 dai registi Giuseppe De Santis e Gillo Pontecorvo, e numerosi altri sonninesi parenti degli scioperanti che partecipano alla realizzazione della strada. Il primo maggio alle 11, il sindaco presiederà la cerimonia ufficiale di intitolazione della strada, che si trova al termine di via Arringo. Per l'occasione l'amministrazione comunale ha predisposto una stele che verrà disposta sulla strada e che ricorderà l'evento.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

© RIPRODUZIONE RISERVATA