Servizi sociali, parte la gestione associata in tutto il distretto

Servizi sociali, parte la gestione associata in tutto il distretto
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Domenica 3 Gennaio 2021, 05:01

COMUNE
Oltre 40 milioni di euro di investimento e quasi 300 unità di personale impegnate. Sono solo i due numeri principali del nuovo appalto distrettuale dei servizi sociali, affidato il 21 dicembre dal Comune di Latina quale ente capofila di distretto, in quella che l'assessore al Welfare, Patrizia Ciccarelli, definisce «una rivoluzione» rispetto al precedente affidamento; quattro le procedure, che hanno visto «una grande partecipazione di cooperative, con offerte tecniche di elevata qualità». «Ad agosto 2019 - ricorda la Ciccarelli - avevamo sottoscritto una convezione con tutti i Comuni del distretto Lt2, stabilendo l'impegno di andare verso una direzione associata di tutti i servizi, anche quelli finanziati da singoli Comuni, che sarebbero stati via via gestiti a livello distrettuale, dandoci come scadenza il 31 dicembre. Per questo, il 21 dicembre abbiamo concluso le procedure di rinnovo di quelli comunali, come i servizi verso minori o verso anziani, e selezionato anche le ditte che saranno aggiudicatarie dei servizi per gli altri Comuni: mano a mano che scadranno quelli in essere, potranno agganciarsi. In definitiva, non ci saranno più servizi singoli, ma una gestione associata».
Ma la rivoluzione è anche nel concetto stesso di servizio sociale: «Rispetto al passato, quando erano organizzati per tipo di beneficiario (anziano piuttosto che minore), ora lo sono per tipo di prestazione». Un'altra novità è nella struttura della gara: «Ora utilizziamo l'accordo quadro (che Latina già ha sperimentato ad esempio per la manutenzione delle strade, ndr), perché è più flessibile, per i servizi alla persona e permetterà di gestire gli ordinativi a seconda delle esigenze fino al tetto di ore che abbiamo stabilito permettendoci di recuperare le somme inutilizzate e metterle a disposizione sempre in forma di ore; per gli altri servizi, come quelli dei centri diurni e dei centri minori, è stato scelto lo strumento della co-progettazione, una forma di collaborazione che si rivolge al terzo settore; inoltre, non si ragiona più su gare a ribasso, era un condizionamento economico che ragionava sugli sconti, bensì sulla richiesta di aggiungere risorse; infine, tra i punteggi di gara, abbiamo anche inserito il welfare aziendale, non solo la clausola sociale per il mantenimento del numero di dipendenti, ma anche i benefit».
LA COMUNICAZIONE
Una vera e propria rivoluzione, che la Ciccarelli mette a confronto con quanto avvenuto quattro anni fa: «Al tempo, ci fu un clima di diffidenza, quando suddividemmo in blocchi la gara, ora è tutto avvenuto in un clima più sereno, perché in questi 4 anni abbiamo avviato un canale di comunicazione che ha portato all'accoglimento di innovazioni, fondamentali per qualificare i servizi». Una gara, oltretutto, nata in tempo di Covid: «I servizi scadevano il 30 aprile e avevamo già impostato il concetto di gestione integrata e la gara. Quando è scoppiata la pandemia, abbiamo valutato l'opportunità di andare in proroga anche se non avevamo questa intenzione, eravamo pronti al rinnovo per il 1 maggio. Quando è scoppiata l'emergenza, avevamo un problema di contenuti nuovi, un problema di ditte che potevano partecipare a causa del lockdown, a quel punto abbiamo valutato la proroga e inserita una parte in cui chiediamo cose particolari alle ditte, come in caso di pandemia». «Un percorso di qualità, efficacia ed efficienza», lo ha definito Emanuele Di Russo, presidente della commissione Welfare in cui è stato illustrato il nuovo affidamento.
Andrea Apruzzese
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