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Sabaudia, lasciò morire la madre di stenti: il pm chiede 14 anni, condannato a 4 anni e 8 mesi

Sabaudia, lasciò morire la madre di stenti: il pm chiede 14 anni, condannato a 4 anni e 8 mesi
di Elena Ganelli
2 Minuti di Lettura
Sabato 2 Luglio 2022, 10:26

Quattro anni e otto mesi di carcere per avere fatto vivere la madre invalida in condizioni di degrado tali da causarne la morte. Questa la condanna inflitta dal giudice per l'udienza preliminare del Tribunale di Latina, Pierpaolo Bortone a fronte di una richiesta dell'accusa a 14 anni. Sul banco degli imputati Alfredo Lancia, 49enne di Sabaudia chiamato a rispondere di omicidio come conseguenza dei continui maltrattamenti.

L'uomo era stato arrestato il 23 dicembre dello scorso anno dai carabinieri della stazione di Sabaudia a conclusione di una lunga indagine che aveva preso il via qualche mese prima, il 21 maggio, dopo il decesso di Filomena Cocuzzo di 72 anni. La donna, con un'invalidità del 100% era stata rinvenuta alcuni giorni dal personale di soccorso del 118 nella sua abitazione in condizioni di totale degrado e abbandono: era malnutrita, ricoperta da feci, vomito e insetti e presentava alcuni lesioni oltre che piaghe da decubito.
L'intervento dei sanitari e il ricovero presso l'ospedale di Latina si era rivelati inutili perché era morta dopo pochi giorni. Gli accertamenti avevano condotto sin da subito al figlio Alfredo Lancia, tossicodipendente e con una precedente condanna in via definitiva sempre per maltrattamenti nei confronti della madre. L'uomo dopo avere scontato la pena appena uscito dal carcere era tornato a vivere con lei e da allora, per quasi un anno, aveva ricominciato a maltrattarla rendendole impossibile qualsiasi richiesta di aiuto avendole portato via il telefonino. Per quasi un anno l'anziana era rimasta a letto costretta a subire anche i comportamenti violenti del 49enne come confermato peraltro anche da alcune testimonianze raccolte dagli investigatori nelle quali si parlava di comportamenti violenti e vessatori da parte del figlio.

Le conclusioni cui sono arrivati i medici legali incaricati degli esami sul corpo sono che i continui maltrattamenti verbali e fisici, associati ad un totale stato di abbandono, fisico e morale protratti dal luglio 2020 a maggio l'abbiano ridotta in condizioni tali da provocarne la morte.

Ieri mattina il processo con rito abbreviato in sede di udienza preliminare: il pubblico ministero Giuseppe Miliano al termine della sua requisitoria ha chiesto una condanna a 14 anni di carcere mentre la difesa, rappresentata dall'avvocato Alberto Fortino del foro di Roma, ha invocato le ridotte capacità mentali dell'imputato. A conclusione della camera di consiglio il gup Bortone ha condannato Alfredo Lancia a quattro anni e otto mesi di carcere riconoscendo il vizio parziale di mente.
Elena Ganelli
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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