Sabaudia, ecco la mappa delle servitù di passaggio: la spiaggia resta lontana

Sabaudia, ecco la mappa delle servitù di passaggio: la spiaggia resta lontana
di Vittorio Buongiorno e Rita Cammarone
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Sabato 3 Settembre 2022, 11:55 - Ultimo aggiornamento: 12:20

Otto servitù di servizio, perse nella notte dei tempi, messe nero su bianco dalla commissione che doveva delimitare i confini tra le proprietà private e il pubblico demanio marittimo nel 1959, e a conti fatti figlie di una duna che non è più la stessa, individuate in punti dove è accaduto di tutto e soprattutto dove è stato costruito di tutto.
LA PRIMA SERVITU'
Siamo al km 29.340. La servitù di passaggio numero 1 è una linea retta che taglia la duna a sinistra dell'Hotel Oasi di Kufra. Per metà del suo tracciato si sovrappone alla passerella che poi prosegue a zig zag perché la conformazione del terreno è profondamente cambiata, in quel tratto la duna precipita quasi a picco e per questo la passerella è stata realizzata con addirittura sei tornanti. Quindi il passaggio sarebbe comunque rispettato, anche se poi la passerella approda direttamente dentro lo stabilimento accanto all'albergo e non a tutti fa piacere raggiungere la spiaggia libera passando dentro a uno stabilimento.
SERVITU' N.2
Poche centinaia di metri più avanti il secondo tracciato. Siamo al km 30.169. Qui le cose si complicano. Nel 1959 lo stradello tirava dritto dalla strada alla spiaggia. Oggi non è più praticabile. Infatti il cancello, sempre chiuso, affaccia sul parcheggio dell'Hotel Le Dune e su altre strutture realizzate a servizio dell'albergo. Pochi metri più avanti esiste una passerella che perà arriva in spiaggia praticamente dentro lo stabilimento balneare dell'albergo. Accesso libero almeno in teoria, ma difficilmente utilizzabile nella pratica.
SERVITÙ NUMERO 3
Quasi due chilometri più avanti un'altra servitù di passaggio indicata nell'ordinanza del sindaco. Anche in questo caso il tracciato prevbisto 63 anni fa non è più praticabile: vi sono state realizzate nel frattempo le strutture a servizio di uno stabilimento balneare. Esiste una passerella, indicata nell'ordinanza, al km 32.015, che però come le precedenti termina dritta dentro lo stabilimento. Apertura condizionata, dunque, anche iun questo caso.
SERVITÙ NUMERO 4

In questo caso, sul passaggio previsto al km 32.565, è stata costruita una villa a più corpi e dunque anche volendo è inutilizzabile. Dieci metri prima un viottolo c'è, ma il Comune specifica che la passerella è inesistente e tra l'altro raggiunge il mare passando accanto (ma proprio accanto accanto) a una delle ville costruite sulla duna, sfociando in spiaggia attraverso lo stesso passaggio della dimora privata.
SERVITÙ N.5
Cinquecento metri più avanti, km 33.050, la servitù di passaggio attraversa la duna in un punto dove non cisono né stradello, né tantomeno una passerella. Ce n'è una cinquanta metri più avanti, che scende un po' a zig zag sulla duna ma arriva in spiaggia passando dentro a un altro stabilimento.
SERVITÙ N.6
Anche qui sopra il vecchio tracciato è stata negli anni costruita una villa con terrazza panoramica e piscina al km 34.830. Per il Comune vale la passerella esistente, è ubicata cento metri prima e a metà tragitto lascia il posto a uno stradello. E' l'unico accesso che approda direttamente sulla spiaggia libera e non in uno stabilimento.
SERVITÙ N. 7
La servitù in questione è ubicata al km 35.365. In realtà l'accesso è quello della passerella trenta metri più avanti. Si passa prima su terreni privati, poi si approda sull'arenile in un punto interessato da una concessione balneare dove insiste il bar accanto allo stabilimento Saporetti.
SERVITÙ N.8
E' l'ultima di quelle riaperte, o meglio, di quelle indicate nell'ordinanza. Qui, infatti, accanto al canale romano a Torre Paola non c'è nulla da riaprire: la passerella e il sentiero sono venuti giù circa cinque anni fa e da allora è stato impossibile intervenire visti i vincoli che gravano sul canale romano. «Accesso interdetto per ragioni di pubblica sicurezza» si legge nell'ordinanza. Il passaggio è garantito attraverso il parcheggio dello stabilimento Saporetti. «Nessun problema - ha spiegato il titolare - tanto in quanto concessionario sono comunque obbligato a far passare anche chi va sulla spiaggia libera. Anzi, non mi dispiace affatto: magari chi passa si ferma a prendere un caffè da noi».
 

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