Rapina al Golf club di Aprilia, sgominata la banda

Rapina al Golf club di Aprilia, sgominata la banda
di Raffaella Patricelli
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Giovedì 4 Novembre 2021, 12:17

Erano tutti membri di una banda altamente specializzata in furti in appartamento, violenti e spietati. Ora grazie al lavoro dei carabinieri del Norm del Reparto Territoriale di Aprilia sono stati arrestati e la loro attività criminale è stata fermata. Grazie all'operazione Oasi i militari diretti dal tenente colonnello Paolo Guida hanno eseguito ieri all'alba un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di sei soggetti: Romolo Esposito, Angelo De Colombi e Cemp Debarre ora in carcere e Argentino Esposito, Redzep Bajrami e Kasun Dinusha Mihindukulasuriya, ai domiciliari. Ordinanza emessa dal gip Giuseppe Molfese su richiesta del pm Daria Monsurrò dopo mesi di indagine. I soggetti coinvolti sono tutti ritenuti responsabili, a vario titolo della rapina commessa l'11 luglio scorso ai danni della famiglia Lanza, imprenditori di Aprilia, proprietari dell'ex Oasi del Golf di Campo di Carne.


L'AZIONE
Il colpo fu eseguito con modalità molto violente: i coniugi Lanza vennero sorpresi dai malviventi al rientro a casa, in serata. Sotto la minaccia di armi vennero legati, picchiati e imbavagliati. Tra loro c'era anche un cittadino cingalese, Supun Sawatage, il custode della villa di via della Cogna, che venne anch'esso legato e trattato come una vittima. Era invece il basista della banda. L'uomo poi si suicidò alcuni mesi fa durante un sopralluogo dei militari, era stato sorpreso con armi e droga. Il colpo dell'11 luglio coinvolse le ville di Aprilia e Roma dell'imprenditore pontino. Fruttò oltre 26 mila euro (tra gioielli, orologi e contante). I malviventi rubarono anche le loro auto: una Mercedes Glk data poi alle fiamme e ritrovata sulla Cristoforo Colombo e una Fiat 500 abbandonata a Fossignano la stessa notte. I carabinieri di Aprilia hanno indagato a lungo con molta professionalità. Oltre ad indagare quasi immediatamente sul conto del custode che con i suoi comportamenti aveva insospettito gli investigatori, avviarono subito dei controlli incrociati sulle utenze telefoniche intercettate nelle vicinanze dell'ex Golf Club e della villa ai Parioli. Restringendo il campo, pian piano, si è arrivati a rintracciare di numeri telefonici dell'intero gruppo e si scoprì che erano tutti in collegamento con un'altra singola utenza, quella che faceva riferimento proprio al cittadino cingalese. Fondamentale ad identificare la banda la ricostruzione dei contatti telefonici e la comparazione tra voci e filmati della videosorveglianza delle ville. Le intercettazioni hanno aiutato i carabinieri a ricostruire l'intera dinamica dei fatti e a capire come Supun Dawatage ha agevolato il lavoro dei banditi, ancor prima dell'arrivo dei Lanza alla villa di Campo di Carne.


I SOGGETTI
Grazie anche alla collaborazione dei carabinieri di Vetralla è stato possibile rintracciare, tra i primi, Argentino Esposito. Secondo gli inquirenti Romolo Esposito, Angelo De Colombi e Cemp Debarre sono da ritenersi soggetti di rilevante spessore criminale, hanno dimostrato spregiudicatezza nell'eseguire il colpo, spiccata pericolosità sociale: ed infatti sono proprio loro a recarsi a Roma per aprire e svaligiare la cassaforte. Argentino Esposito e Redzep Bajrami sono perlopiù specializzati in reati contro il patrimonio, con un indole meno violenta degli altri. Infine Kasun Dinusha Mihindukulasuriya, anche lui cingalese, è servito come anello di congiunzione con il custode e ha permesso di organizzare nei minimi dettagli il colpo. I sei soggetti ieri mattina sono stati raggiunti nelle loro abitazioni tra le città di Vetralla, Montefiascone, Fiumicino, Acilia e Bologna. Ignari di tutto. Le perquisizioni domiciliari hanno permesso di recuperare due pistole, munizioni, due cellulari e le fascette utilizzate per legare le vittime. «Quanto fatto con l'operazione Oasi ha commentato il tenente colonnello Guida è la prima concreta risposta che vogliamo dare ai cittadini e alla periferia apriliana. Siamo sul territorio e al lavoro costantemente per la sicurezza».

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