Progetto per la Metro, respinta la richiesta dell'ingegner Le Donne: parcella da 850.000 euro

Progetto per la Metro, respinta la richiesta dell'ingegner Le Donne: parcella da 850.000 euro
di Elena Ganelli
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Sabato 23 Ottobre 2021, 05:02 - Ultimo aggiornamento: 16:11

Un punto a favore per il Comune di Latina che ha rischiato di dover pagare la progettazione di un'opera mai realizzata, la solita metropolitana di superficie. È stata infatti respinta la richiesta dell'ingegner Lorenzo Le Donne di ottenere dall'ente il pagamento di una parcella di 858.468,61 euro oltre spese legali e interessi di legge e rivalutazione monetaria, a titolo di compenso maturato per l'incarico di Rup dell'intervento per la realizzazione della Metro leggera.

La causa civile intentata contro l'amministrazione davanti al giudice del lavoro del Tribunale di Latina Viola Montanari si è conclusa ieri con il deposito della sentenza che respinge il ricorso del professionista il cui legale, l'avvocato Stefano Genovese, aveva sostenuto l'obbligo dell'ente di rispettare l'impegno contenuto nella delibera di Consiglio comunale del 29 novembre 2004 riconoscendo il compenso incentivante previsto appunto per le attività straordinarie dei dipendenti nonostante l'opera, non sia mai stata realizzata. Il semplice fatto che esistesse un progetto, seppure solo sulla carta, in definitiva, era sufficiente a rendere obbligatorio il pagamento della parcella.

La richiesta aveva come punto di riferimento la Legge Merloni che prevede che somme relative alla progettazione interna dovessero già nel 2004 essere inserite quali spese necessarie all'interno degli atti comunali. Scendendo nel dettaglio per quanto riguarda la progettazione della metro di Latina e della responsabilità del procedimento, la richiesta dell'ex dirigente oggi in pensione ammonta al 50% rispetto al tetto massimo. Il procedimento davanti al giudice del lavoro ha preso il via nel 2019 e in questo lasso di tempo è stata acquisita ampia documentazione relativa all'opera.

L'amministrazione comunale, rappresentata dall'avvocato Francesco Cavalcanti, ha sollevato una serie di controdeduzioni e allegato al fascicolo anche le carte relative al processo per truffa presso il Tribunale di Roma nel quale Le Donne risultava tra gli indagati, procedimento che si è chiuso con la dichiarazione di avvenuta prescrizione a gennaio scorso.

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