Marito a giudizio, maltrattata per una vita chiede un milione di risarcimento

Marito a giudizio, maltrattata per una vita chiede un milione di risarcimento
di Elena Ganelli
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Giovedì 21 Ottobre 2021, 05:03 - Ultimo aggiornamento: 10:08

Quasi 30 anni di matrimonio, la maggior parte dei quali trascorsi subendo i maltrattamenti fisici e psicologici, le umiliazioni e le intimidazioni del marito sono proseguite anche dopo la separazione tanto da indurre la donna a presentare una denuncia per maltrattamenti, diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti e tentata estorsione. Reati per i quali ieri T.G., 61enne di Itri è stato rinviato a giudizio dal giudice per l'udienza preliminare del Tribunale di Cassino Domenico Di Croce che ha anche accolto la costituzione di parte civile della moglie quale parte offesa che chiede, a titolo di risarcimento dei danni materiali e morali subìti, un milione di euro. I maltrattamenti ai quali è stata sottoposta partono dal 2013: nel corso degli anni e fino ad agosto 2020 è stata ripetutamente picchiata, presa per il collo, strattonata, presa per i capelli e buttata a terra oltre che essere stata quotidianamente ingiuriata spesso anche in presenza della figlia della coppia. «Non vali nulla sei una scema una poco di buono, una p.a ti spacco la testa». Insulti e offese che le sono stati inviati dal marito anche tramite messaggi sul telefono cellulare in maniera continuata.


In un'occasione l'uomo le ha anche impedito di entrare a casa. Un incubo che è proseguito anche dopo la separazione, avvenuta nel 2020, quando l'uomo le ha gettato i vestiti fuori di casa e l'ha minacciata di bruciare l'abitazione aprendo anche il gas e mostrando una tannica di benzina, arrivando a rubarle alcuni immagini che la ritraevano nuda poi inviate alla figlia, al cognato e ad alcuni conoscenti. E le ha anche chiesto del denaro minacciando di inviare altre sue immagini. La signora si legge nella richiesta della costituzione di parte civile predisposta dall'avvocato Enzo Biasillo e accolta dal giudice si è sentita prima umiliata dal marito nel corso del matrimonio anche come donna e come madre e nei confronti delle persone a lei care e a causa delle minacce esplicite di subire aggressioni fisiche vive tuttora nel terrore di incontrarlo ed è costretta a una vita quasi in incognito nel piccolo paese in cui risiede, cercando di evitare luoghi pubblici, e frequentare posti in cui potrebbe incontrarlo. Il comportamento del 61enne ha provocato enormi danni morali per risarcire i quali il legale della donna ha chiesto non soltanto che il responsabile venga perseguito penalmente ma anche un risarcimento di un milione di euro.

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