LA GIORNATA
I fondi per il centenario, per acquisire al patrimonio pubblico gli

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Giovedì 14 Ottobre 2021, 05:02

LA GIORNATA
I fondi per il centenario, per acquisire al patrimonio pubblico gli edifici di fondazione del centro storico in cui insediare la cittadella universitaria di Latina; e poi quelli del Pnrr per lo sviluppo del territorio; e, di nuovo, gli slogan a lui tanto cari: «I borghi, cassaforte valoriale della nostra terra, in cui si è consacrato l'umanesimo del lavoro, nella sfida di uomini e donne contro la natura».
Il maltempo incombe; è rapido, Vincenzo Zaccheo, nell'ultimo comizio prima del ballottaggio, in cui viene ribadito candidato sindaco per tutto il centrodestra unito: per lui sono giunti a Latina tutti i leader nazionali di partiti che lo sostengono, da Matteo salvini (Lega) a Giorgia Meloni (FdI), Antonio Tajani (FI), Vittorio Sgarbi (Rinascimento), Gaetano Quagliariello (Cambiamo!), Lorenzo Cesa (Udc). Un evento celebrato in una piazza del Popolo dominata dalle bandiere di Fratelli d'Italia, che con i suoi militanti ha fatto ingresso arrivando da viale Mazzini. In tutto ci sono circa 700 persone, molti arrivano dai borghi. Poi quando arriva la pioggia il numero ovviamente cvala.
Zaccheo parla di «riscatto della città e non mio personale», di una città «museo a cielo aperto dell'architettura razionalista», ma anche di un luogo che «tornerà a essere laboratorio del centrodestra». Da parte loro, i leader nazionali ne tessono le lodi: «Con la competenza e l'esperienza di Vincenzo Zaccheo, Latina potrà utilizzare al meglio i fondi del Pnrr per la sua ripartenza, da martedì si cambia, per i giovani, per un porto che accresca le presenze turistiche, per un ospedale, per rafforzare le esigenze di salute. Zaccheo ha già dimostrato di saper governare e potrà contare su una squadra di amici, sarà una tessera di quel grande mosaico dell'Italia che vogliamo costruire», ha detto Antonio Tajani, vice presidente nazionale di Forza Italia. Giorgia Meloni non risparmia una stoccata: «Al primo turno, Vincenzo non ha vinto per un soffio, magari qualcuno è stato un po' distratto». Un chiaro riferimento a chi ha provocato l'ecatombe del primo turno, quando le liste di Zaccheo hanno ottenuto la maggioranza assoluta del 53,35%, ma lui si è fermato ben 5 punti sotto, al 48%, 1.200 voti meno delle sue liste. Chiaro segno di un ampio voto disgiunto, di candidati consiglieri comunali delle sue liste che hanno fatto votare altri candidati sindaco (Coletta ha preso 2mila voti più delle sue liste). Per la Meloni, «questa città deve liberarsi dal Virginia Raggi di Latina alleatosi con un Pd nella bufera dei concorsi. Di Zaccheo conoscete la sua autorevolezza per andare a Roma a sbattere i pugni sul tavolo e ottenere quello di cui avete bisogno, come le infrastrutture: ha le competenze per drenare le risorse del Pnrr». E rivendica: «Noi non abbiamo nulla di cui vergognarci». Vittorio Sgarbi dà vita a un suo classico show, presentandosi sul palco parlando al telefono in diretta radiofonica. «Visto che si vuole essere felici di piegare la storia a proprio piacimento, io propongo di cambiare nome a corso Emanuele Filiberto: si chiamerà corso Togliatti». E ripropone ancora, «come ha già fatto per Asmara in Eritrea, di nominare Latina, Sabaudia, Tresigallo patrimoni dell'umanità per la loro architettura: questo è uno stile, non è né buono né cattivo».
Proprio mentre stanno per prendere la parola i big nazionali, il tempo cambia, il cielo si copre, le nuvole diventano nere, cadono le prime gocce, seguite quindi da un violento acquazzone. È un fuggi fuggi: chi può, si rifugia sotto i portici, chi non può, perché è sotto il palco, strappa i manifesti e li usa a mo' di tendone. Salvini se la cava con una battuta: «Comizio bagnato, comizio fortunato. Prima piove, ma ricordate che poi torna sempre il sereno». Ormai sotto l'acquazzone, il leader leghista conclude rapidamente che «Latina è esempio di integrazione, di unione, una città eccezionale e guai a chi rinnega le proprie origini, Latina è proiettata nel futuro. Se qualcuno vuole bene all'Italia, deve smettere di dividere buoni e cattivi, noi la violenza, come quella di sabato a Roma, la condanniamo sempre». E ammonisce: «La partita non è finita, i voti vanno presi uno per uno, vanno controllati anche in cabina elettorale».
In piazza si rivedono tanti volti di vecchie amministrazioni di centrodestra, da Michele Nasso a Stefano Galetto, che di Zaccheo fu assessore, a Maurizio Lucci, che fu sindaco di Sabaudia.
Andrea Apruzzese
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